Caritas Libano è, nel Paese dei Cedri, una vera istituzione che non solo adempie al mandato pastorale proprio di ogni Caritas in giro per il mondo, ma svolge per la sua gente il ruolo di vera e propria organizzazione non governativa.

Gli anni duri che hanno attraversato (e attraversano) la nazione, non ultimi quelli che portano dall’inizio della crisi siriana del 2011 – e la conseguente diaspora nei confini libanesi – fino ai giorni nostri, richiedono a Caritas Libano un impegno trasversale verso i molteplici punti deboli del paese. Dall’assistenza alimentare all’assistenza medica, dall’organizzazione di campi scuola per bambini di famiglie vulnerabili all’organizzazione di eventi formati per i suoi aderenti, dal supporto concreto all’interno dei campi profughi (si stima che in Libano ci siano circa 1,5 milioni di migranti palestinesi e siriani a fronte di circa 4 milioni di libanesi) al supporto alle vittime di violenze o di tratta.

Un impegno portato avanti da centinaia di volontari, la stragrande maggioranza dei quali under 30.

Con alcuni giovani della Caritas diocesana di Faenza-Modigliana abbiamo avuto modo, l’estate scorsa, proprio in questi giorni, di conoscere il Paese, conoscere tanti giovani volontari della Caritas Libano e, nel piccolo, dare una mano ad alcune delle loro attività.

Davide Agresti

Un’esperienza che non si è potuta ripetere per le condizioni di instabilità che da ottobre hanno interessato Beirut e dintorni, prima ancora dell’emergenza sanitaria, ma che ha toccato nel profondo ogni partecipante. Sia per l’incontro schietto con una realtà complessa, specchio nitido dei delicati equilibri mediorientali, sia per l’incontro sincero con i giovani volontari libanesi che, senza fatica, si prodigano per il prossimo.

Il primo pensiero, in questi giorni difficili, è rivolto proprio a loro che, senza dubbio, fin dalle prime ore successive allo scoppio al porto si sono rimboccati le maniche per mettersi a servizio della popolazione. Con il coraggio testardo dell’adolescenza, e il cuore grande quanto un paese.

Davide Agresti, Caritas Faenza

Ma i problemi dei Libano non sono iniziati martedì con le esplosioni al porto di Beirut. In questo articolo Davide Agresti, che è anche un analista di IARI – Istituto Analisi Relazioni Internazionali, spiega le tante ragioni per le quali il “Libano è in ginocchio”, come dimostrano anche le manifestazioni di ieri pomeriggio:

https://iari.site/non-solo-beirut-i-perche-di-un-libano-in-ginocchio/