I sussidi servono a ripartire, ma ai giovani serve di più. Un giorno finiranno e se non si è fatto niente” saranno a rischio “la libertà di scelta e il reddito futuro” dei ragazzi. Così Mario Draghi, ex presidente della Bce, comincia il suo intervento al Meeting per l’amicizia tra i popoli, giunto alla 41esima edizione, cominciato quest’oggi al Palacongressi di Rimini e che si concluderà domenica 23 agosto.

Questa crisi tra le tante conseguenze genera incertezza, è la prima cosa che viene in mente – ha iniziato Draghi -. È paralizzante nelle nostre attività, nelle decisioni, c’è però un aspetto della nostra personalità su cui l’incertezza non ha effetto ed è il nostro impegno etico. Aver ricevuto questo invito mi rende partecipe della vostra testimonianza di impegno etico che trova vigore dalla difficoltà del presente, esser qui oggi è motivo di grande gratitudine, grazie per avermi invitato”. Occorre, prosegue Draghi, “cercare la strada della ricostruzione, non possiamo accettare una società senza speranza. Non possiamo farci controllare dall’incertezza”.

Il futuro è anche nelle riforme profonde dell’esistente e occorre pensarci subito. Proprio perchè oggi la politica economica è più pragmatica e i leader che la dirigono – sottolinea Draghi – possono usare maggiore discrezionalità, occorre essere molto chiari sugli obiettivi che ci poniamo. Il debito pubblico creato con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato dai giovani. Continuerà a esser comprato se sarà utilizzato a fini produttivi: per gli investimenti e la ricerca, quello cioè che noi consideriamo come debito buono. La sua sostenibilità verrà meno se sarà improduttivo e percepito come debito cattivo”. I bassi tassi, spiega, “non sono di per sè garanzia di sostenibilità”.

“Il nostro dovere è far sì che i giovani abbiano tutti gli strumenti – prosegue il presidente emerito della Bce – per ripagare il debito che rimarrà elevato a lungo durante la ricostruzione. Per anni – prosegue Draghi – una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con un più immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi. Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza“.

Nel suo intervento a Rimini, l’ex presidente della Bce ha insistito su un punto: “Il ritorno alla crescita che rispetti l’ambiente e che non umili la persona, èdivenuto un imperativo assoluto. C’è però un settore, essenziale per la crescita, dove la visione di lungo periodo deve sposarsi con l’azione immediata: l’istruzione e l’investimento nei giovani”. Secondo Draghi, la situazione attuale “rende imperativo e urgente un massiccio investimento di intelligenza e di risorse finanziarie in questo settore. La partecipazione alla società del futuro richiederà ai giovani di oggi ancor più grandi capacità di discernimento e di adattamento“.

In conclusione del suo discorso, Mario Draghi guarda all’Europa con positività evidenziando come “L’azione dei governi poggia su un terreno reso solido dalla politica monetaria. Il fondo per la generazione futura (Next Generation Eu) arricchisce gli strumenti della politica europea. Il riconoscimento del ruolo che un bilancio europeo può avere nello stabilizzare le nostre economie, l’inizio di emissioni di debito comune, sono importanti e possono diventare il principio di un disegno che porterà a un Ministero del Tesoro comunitario la cui funzione nel conferire stabilità all’area dell’euro è stata affermata da tempo”.

Agenzia Dire