Una veduta del porto di Ravenna

Firmato ieri dalla Ministra delle Infrastrutture e dei trasporti il decreto che destina un finanziamento di 85 milioni di euro al porto di Ravenna per investimenti ritenuti strategici allo sviluppo infrastrutturale del Paese. 

Nello specifico gli interventi finanziati nel Porto di Ravenna sono due, entrambi inseriti tra quelli attivabili nella prima fase. Il primo, per complessivi 45 milioni di euro, consiste nell’adeguamento alla normativa sismica ed ai fondali del Piano Regolatore Portuale, di cinque  banchine operative (Yara, Sapir, Terminal Container Ravenna, Dock’s Cereali ed Eurodocks) per complessivi 2,1 km, ai fini di consentire l’accesso a navi con maggior pescaggio, incrementando la competitività del porto in diverse tipologie merceologiche.

Il secondo, di 40 milioni di euro, è invece legato alla Fase 2 del Progetto dell’Hub Portuale di Ravenna e quindi da una parte all’approfondimento dei canali Candiano e Baiona a -14,50 metri (progetto del valore complessivo di 60 milioni di euro), in attuazione al Piano Regolatore Portuale vigente e alla realizzazione e gestione di un impianto di trattamento dei materiali di risulta dall’escavo. La costruzione di tale impianto di trattamento e la sua gestione per 25 anni, vale complessivamente 170 milioni di Euro e garantirà la creazione di circa 30 nuovi posti di lavoro, spiegano da Autorità Portuale.

I progetti che sono stati presentati dall’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal 2017: non solo sono stati ritenuti meritevoli di accedere al finanziamento previsto in quanto “prioritari ed immediatamente cantierabili”, ma sono anche stati inclusi nel più ristretto elenco di quelli da finanziare nella prima fase, poiché “più rispondenti a criteri di sostenibilità ambientale, messa in sicurezza delle infrastrutture ovvero di completamento di opere già parzialmente finanziate”.