Un momento della veglia di preghiera a San Lorenzo di ieri sera

“La nostra chiesa non la riconoscerete”, aveva anticipato il parroco, don Ennio Rossi, alla vigilia della notte di preghiera e Adorazione che ha trasformato San Lorenzo in Cesarea giovedì sera, 6 agosto. Ed effettivamente, ieri sera per chi entrava nella parrocchia di via Romea Sud, il colpo d’occhio era molto diverso dal solito. Al centro dell’altare la riproduzione di un monte con foglie verdi e fiori alla sommità del quale è stato messo, per tutta la notte, il Santissimo Sacramento, a terra tappeti e cuscini per la preghiera personale e alle pareti immagini di arte da tutta Italia, a partire dai mosaici di Ravenna.

Una ventina di giovani si sono alternati per tutta la notte in preghiera davanti al Santissimo, fino a stamattina alle 8

“La bellezza salverà il mondo” era il tema della serata ispirata al brano evangelico della tempesta sul lago (Matteo 14,22-33). E si è appunto partiti da lì per il viaggio proposto a giovani e adulti (quasi un centinaio i partecipanti) nel giorno in cui la Chiesa ricordava la Trasfigurazione. “Quando Dostoevskij scrisse questa frase – si legge nella traccia di preghiera – non si riferiva alla bellezza solo estetica come la intendiamo oggi, ma alla bellezza della bontà. Così la frase acquista tutto il suo significato. Il mondo si salverà quando la bontà tornerà ad essere una meta”. E in questo, ha spiegato la guida, le donne hanno un ruolo chiave.

Gratitudine, coraggio, fatica, lode: sono gli elementi del percorso attraverso il quale hanno accompagnato i giovani e che è stato tratto dal testo per la Giornata delle Vocazioni di quest’anno. Sulle pareti anche le immagini della preghiera del 27 marzo di Papa Francesco in piazza San Pietro.

Ed è stata per tutti un’occasione per meditare e pregare sulle fatiche ma anche sulle gioie della propria vocazione. Un’occasione per fermarsi, in quest’estate diversa, all’ombra di questo piccolo monte Tabor ravennate nel quale il Signore, anche oggi, si mostra a chi lo cerca.