Croci lungo la Via Dolorosa (Foto M. Mezzera)
Croci lungo la Via Dolorosa (Foto M. Mezzera)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16, 21-27)

 In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”.

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni”.

Il commento di suor Anastasia di Gerusalemme

l Vangelo di questa domenica ci fa entrare in un dialogo molto personale, molto forte col Signore Gesù e ci conduce, attraverso successivi passaggi, fino al punto di incontro più luminoso e profondo con Lui. Se apriamo questa pagina e poniamo l’attenzione del nostro cuore alle parole che il Signore pronuncia, ecco, possiamo davvero vivere la grazia di stare faccia a faccia con Lui, senza veli né ombre. Il verbo che apre il brano, nel testo greco di Matteo, è il verbo mostrare, indicare. È venuto il momento in cui il Maestro toglie ogni impedimento al nostro sguardo, ai nostri pensieri, al nostro sentire più intimo e vero. Qui, ora, Lui mostra quale sia la strada da percorrere, offre le indicazioni chiare per il nostro camminare di discepoli accanto e dietro a Lui. Inizialmente Egli mostra la meta fisica del suo viaggio, ossia Gerusalemme, perché è lì che Lui sta andando; ma piano piano, lungo le righe del brano evangelico di oggi, rivela che la vera meta del viaggio è l’incontro col Padre, l’unione della sua anima con il Padre. Non a caso ci troviamo di fronte la ripetizione della parola anima. È qui che siamo chiamati a guardare, ad ascoltare, a meditare profondamente! Ma vediamo quanto questo percorso sia difficile e impegnativo e quanto siamo tentati di cambiare direzione, di cambiare modalità di cammino.

La presenza di Pietro, in questo brano, ci aiuta a vedere la verità di noi stessi. Egli entra in scena per mostrare come siamo fatti noi, come siamo abituati a pensare e ad agire. Dapprima tenta di impossessarsi del Signore e lo possiamo capire attraverso il verbo che Matteo usa, per dire che Pietro prende in disparte Gesù; lo prende presso di sé, lo assume, secondo la traduzione della vulgata. Verbo tanto umano, che viene usato anche per dire “mangiare”. Non è questo, però, il momento per trattenere così, per imprigionare il Signore, che è Figlio libero, che solo desidera camminare verso l’abbraccio col Padre. Non contento di questo, Pietro, cerca di porre un inciampo, una trappola, come possiamo capire dal termine scandalo, che risuona sulle labbra di Gesù. Ancora pensa di poter fare del Signore una sua preda, un suo possesso, ma non è così.

Lo sguardo del Signore, che si volta verso Pietro, così come farà anche durante la notte della Passione (cf. Lc 22, 61), penetra fino al cuore, fino all’anima. E gli rivela che invece di essergli amico, di essergli amante, egli è avversario, nemico; così significa la parola Satana, che Gesù deve usare per far capire a Pietro e a noi che occorre una trasformazione. Che può avvenire solo a partire dall’anima, solo dal recuperare quel soffio di vita che ci abita dentro, che respira in noi il respiro del Padre, che canta in noi la nostalgia di Lui, del suo volto, della sua Presenza. C’è forse qualcosa di più prezioso, di più desiderabile? No, ci dice il Signore! È qui che dobbiamo arrivare, è questa la strada da percorrere, senza perdere la direzione, senza lasciarci fermare da ostacoli e scandali. Perché, come dice la sposa del Cantico: “Se anche uno desse tutte le ricchezze della sua casa, in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio” (Ct 8, 7).