I sindacati confederali del pubblico impiego dell’Emilia-Romagna chiedono alla Regione di schierarsi al loro fianco contro gli ospedali privati. Fino al punto di rivedere gli accreditamenti delle cliniche che non sottoscrivono il contratto nazionale del settore.

E’ questa una questione che riguarda anche viale Aldo Moro perchè la scelta delle aziende di sfilarsi un minuto prima di confermare la pre-intesa sul contratto della sanità privata, scaduto da 14 anni, è un “atto offensivo nei confronti delle Istituzioni a fronte dell’impegno dichiarato da parte dei Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni che si sono impegnate a garantire risorse tali da compensare il 50% dell’aumento del costo del contratto”.

E difatti la vertenza era approdata ad una pre-intesa il 10 giugno “anche grazie al fattivo interessamento del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni”, ma appunto, pochi giorni fa, Aiop e Aris “hanno fatto saltare il tavolo non presentandosi per la sottoscrizione definitiva, disattendendo tutti gli impegni assunti al tavoli contrattuali ed istituzionali”.

Pertanto ieri, Cgil-Cisl-Uil del pubblico impiego hanno scritto al governatore, Stefano Bonaccini, e all’assessore alla Sanità, Raffaele Donini, chiedendo alla Regione “una netta presa di posizione e di distanza nei confronti del comportamento di Aiop ed Aris”.

I sindacati sono anche pronti ad un incontro per spiegare a voce a Bonaccini e Donini “una vertenza che non trova paragoni nel contesto della storia delle relazioni sindacali nel nostro Paese”. In attesa di riscontri, domani la Cgil manifesta a Cotignola, dalle 10 alle 12, davanti al Maria Cecilia Hospital, la clinica del numero uno dell’Associazione degli ospedali privati dell’Emilia-Romagna