Da lunedì 14 torneranno gli studenti in aula

Le scuole della nostra provincia apriranno senza evidenti criticità“. L’annuncio è di Roberto Baroncelli, responsabile unione distrettuale di Ravenna di Cisl Romagna, e arriva dopo la conclusione del tavolo provinciale che ha riunito questa mattina in video-conferenza le sigle sindacali, diversi amministratori della provincia, l’assessore provinciale alla Pubblica Amministrazione Maria Luisa Martinez, l’Ausl Romagna con la dottoressa Angelini, i rappresentanti della pediatria di comunità e dei dipartimenti di Sanità Pubblica. “A poche ore dall’inizio delle scuole abbiamo fatto il quadro generale della situazione e devo dire che nel nostro territorio possiamo essere soddisfatti. Ci sono problemi, situazioni ancora da sistemare ma nessuna palese criticità”.

Baroncelli passa a riassumere i vari punti. “Da un punto di vista dell’edilizia leggera, gli interventi necessari per garantire il rispetto delle misure – spiega Baroncelli – sono stati ultimati. Restano alcuni lavori più grossi, quelli che riguardano ad esempio la situazione complessiva degli infissi per una migliore areazione dei locali e per un miglior ricambio dell’aria. Inoltre, per evitare assembramenti all’entrata e all’uscita tutti gli istitui scolastici hanno predisposto l’apertura di tutte le entrate, in alcuni casi il ripristino dei vialetti, in modo da avere ingressi e percorsi differenziati, evitando però gli ingressi scaglionati”.

Baroncelli esclude che si possa tornare alla didattica a distanza. “La scelta presa al tavolo provinciale è quella di provare ad evitare la didattica a distanza che non vuol dire garantire per tutti la presenza in classe con i professori ma la possibilità di rotazioni in aule dove è predisposto il collegamento con la propria aula sempre all’interno dell’istituto, creando così una situazione accettabile per tutti e che garantisca di svolgere le attività in maniera proficua”.

Ogni scuola, inoltre, dovrà essere dotata di una sorta di Covid-manager: “E’ un referente dell’istituto scolastico, che si dovrà rapportare con analoga figura individuata dall’Ausl all’interno della pediatria di comunità o del Dipartimento di Sanità Pubblica. Sono figure che si dovranno interfacciare per qualsiasi necessità verificando che tutte le condizioni siano ottimali rispetto alla ripresa dell’attività. Adesso poi ci sono le linee guida emanate dalla Regione proprio ieri che dicono come ci si deve comportare in caso di positività di uno studente a scuola. Abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che ci saranno riunioni di raccordo con i medici di medicina generrale in modo da cercare di avere il maggior coordinamento possibile”.

Nel tavolo provinciale è stata posta doverosa attenzione al problema dei trasporti. “Dopo che è stato stabilito che la capienza massima dei mezzi può essere all’80% – sottolinea Baroncelli – e dopo che la Regione ha garantito ulteriori finanziamenti necessari per coprire l’aumento delle corse sembra che la situazione sia a posto. Dovrebbero, inoltre, essere previsti operatori a terra col compito di agevolare la salita ordinata e consapevole degli studenti”. Oltretutto, sembra scongiurata anche l’ipotesi dello sciopero del trasporto pubblico annunciato da Start Romagna per la giornata di lunedì 14 nel bacino di Ravenna, anche se ancora manca l’ufficialità dell’azienda

Infine la questione organici. Era uno dei tasti dolenti nei giorni e nelle settimane che precedevano l’inizio della scuola. Secondo le parole del responsabile unione distrettuale di Ravenna, la provincia di Ravenna arriva al giorno fatidico della prima campanella senza arrancare troppo. “Le scuole che fanno capo agli enti locali avevano spazi di assunzione che sono stati sfrutatti al massimo, mentre sul versante delle suole superiori sappiamo che sono in corso le assegnazioni sulla base delle graduatorie stabilite. Non sono ancora in grado di dare un ritorno puntuale su questo, però gli orari potrebbero non essere completi in una prima fase”.

In conclusione, la Cisl Romagna ravvisa “il massimo impegno da parte delle istituzioni del territorio per far sì che la scuola possa partire nel modo giusto e adeguato. Forse è mancato un po’ di impegno o sono arirvate un po’ tardive le indicazioni dal livello centrale o superiore. In generale, abbiamo ottenuto l‘impegno del tavolo provinciale a un monitoraggio e a un confronto costante là dove si ravvisasse la necessità di intervento. Teniamo in dovuto conto che questo è un momento in cui sulla scuola si concentra un’attenzione corretta sì ma anche strumentale: è vero che c’è una ripresa dei contagi ma è anche vero che questi per la gran parte vengono scoperti con i tamponi e gli screening. Il numero dei ricoveri per fortuna non è quello di inizio pandemia e non c’è l’affollamento delle strutture sanitarie. Non bisogna chiaramente abbassare la guardia: dobbiamo metterci in testa che col virus dovremo convivere e attrezzarci a dovere. Quindi, va benissimo la consapevoleza che bisogna affrontare la situazione ma è altrettanto buona la consapevolezza di avere adottato tutte le misure che si dovevano adottare”.