Paolo Maggioli

“Un nuovo modello di società, un nuovo modello organizzativo ed economico. Un sistema che veda il capitale umano al centro, che valorizzi le nostre imprese ed il lavoro, che ridisegni gli spazi e le immagini delle nostre città, e che soprattutto investa sui giovani lasciati troppo indietro in questa crisi causata dal Covid-19”. Questa la prospettiva tracciata da Confindustria Romagna e in particolare dal suo presidente Paolo Maggioli per la ripartenza del tessuto produttivo dopo l’emergenza sanitaria.

Il lungo stop dovuto al lockdown è stato usato dalla maggior parte delle nostre aziende per ristrutturarsi, innovarsi e migliorare dal punto di vista tecnologico ed informatico – spiegano da Confindustria Romagna -, adattandosi velocemente a nuovi schemi occupazionali, partendo ad esempio dall’utilizzo dello smart working”.

Dall’indagine flash “Ripartenza e prospettive autunnali” sull’ultimo quadrimestre 2020 realizzata dal centro studi di Confindustria Romagna emerge che, nonostante la crisi senza precedenti, le azioni che le imprese del campione intendono mettere in campodenotano proattività e voglia di rilanciare l’economia. Le risposte evidenziano: investimenti in attività di marketing (37,9%), innovazione della produzione (36,6%), investimenti in ricerca e sviluppo (22,1%), accesso a forme di finanziamento governative (20%).

La situazione da affrontare rimane non facile. Fra le maggiori difficoltà incontrare le imprese campione dichiarano nel 75,2% dei casi la previsione di una contrazione delle vendite sul mercato interno; il 53,1% mancati incassi da parte dei clienti, il 41,4% teme una contrazione delle vendite sul mercato estero mentre per il 33,1% i ritardi nell’emanazione da parte del Governo dei decreti attuativi potranno rappresentare un problema nei prossimi mesi. Il 57,2% trova ancora difficile accedere alle informazioni e beneficiare dei programmi governativi di sostegno alle imprese.

Sulle misure ritenute utili alla ripresa economica del nostro territorio, tra le varie proposte emergono: sblocco dei grandi cantieri, investimenti in infrastrutture, taglio delle imposte e sgravi fiscali, riduzione del cuneo fiscale, riforma della burocrazia, una strategia di rilancio industriale.

Per quanto riguarda l’occupazione per i prossimi mesi si prevede una netta riduzione a strumenti come cassa integrazione e lavoro agile utilizzati durante i mesi di emergenza. Chiedendo in quale percentuale sul totale delle ore lavorate dei dipendenti si intende utilizzare nei prossimi mesi il lavoro agile, la media ha risposto che si attesta intorno al 10,5%. Stabile invece il mancato rinnovo dei contratti a termine. La metà degli intervistati ha dichiarato di essere interessato a fruire dell’agevolazione contributiva per le assunzioni a tempo indeterminato.Questo fa ben sperare in vista di una potenziale ripresa dell’occupazione, anche se ancora un 41,4% teme una possibile nuova chiusura forzata delle attività produttive.

Per quel che riguarda Ravenna, Confindustria ribadisce che “è sempre più urgente arrivare alla cancellazione della moratoria che blocca il rilascio di nuove concessioni per l’estrazione di gas naturale, con grave danno per l’occupazione, gli investimenti e i conti pubblici”

Critica la posizione dell’associazione sul commissariamento della Camera di Commercio: “E’ un vulnus, un elemento di debolezza”. Il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, spinge dunque per un accorpamento degli Enti camerali romagnoli, per ora riuscito solo in parte, apprezzando la scelta della Regione di concedere una proroga di tre anni per questi processi. La Romagna ha delle “potenzialità enormi, ma c’e’ il problema di non avere unione di intenti, di presentarsi uniti per fare massa critica”, sottolinea alla stampa presentando l’indagine realizzata tra gli associati su ripartenza e prospettive autunnali. Dopo la fusione delle Camere di commercio di Rimini e Forli’-Cesena “sono cambiate diverse cose. Annettere Ravenna è un percorso difficile ma indispensabile”.

Per quanto riguarda invece le prospettive delle tre province romagnole, Maggioli sottolinea come per Rimini ci sia “ancora molto da fare” per il progetto del Parco del mare, “riconoscendo ai privati il loro ruolo: siamo in ritardo, diamo loro spazio”. Resta “sottostimato”, aggiunge, il tema dell’industria e della manifattura, serve “un colpo di reni importante” sul fronte delle aree produttive”; mentre il turismo deve puntare sulla riqualificazione delle strutture e su una strategia di impronta internazionale. Per la provincia di Forlì-Cesena, continua Maggioli, tra le priorità ci sono l’adeguamento della E45-E55; i collegamenti, tra via Emilia bis, secante di Cesena e circonvallazione di Forlimpopoli (Dire).