Il Cardinal Tolentino de Mendonca al Transitus

“Non è a Dante che dobbiamo chiedere istruzioni sul cammino da prendere in questo doloroso, ancora irrisolto e insidioso, arduamente penitenziale 2020, ma raccoglierci intorno a lui, ci aiuta a riconoscere il senso del viaggio e a non perdere la speranza dell’altezza (Inferno I,54), verso la promessa del bene, della verità e della bellezza”. Non dà mappe, ma ancora oggi indica la direzione, Dante, anche in questa specie di Antipurgatorio che ci siamo trovati a vivere con l’emergenza Coronavirus. è la lettura originale e affascinate che ha proposto ieri sera nella Basilica di San Francesco il Cardinal Josè Tolentino de Mendonca, archivista e bibliotecario di Santa Romana chiesa, al Dantis Poetae Transitus, la celebrazione che ogni 13 settembre ricorda la morte di Dante Alighieri, organizzata dai frati francescani.  

Il Transitus nella Basilica di San Francesco

Il suo punto di partenza, ha rivelato è il confronto costante e la passione per l’opera di Dante: “Come ogni non italiano (il Cardinale è nato a Machico, in Portogallo nel 1965 – ndr), mi soffermo sempre di nuovo con ammirata meraviglia davanti a questo monumento della cultura italiana e, come ogni lettore, mi ritrovo piccolo e fragile davanti a tanta altezza, ma mai estraneo e indifferente, perché il miracolo della poesia dantesca è precisamente quello di far sentire a casa chiunque le vada incontro con animo aperto e recettivo, di portare ognuno di noi a riconoscersi nella umanità ferita e redenta che essa raffigura, con una verità e una profondità che ha pochi raffronti nella letteratura mondiale”.

Per questo, ha spiegato il Cardinale citando Papa Paolo VI autore di quell’Altissimi Cantus, la prima enciclica sull’opera del Poeta, Dante è di tutti: “ ‘nostro’, sì, Dante è anche mio. ‘Massimo poeta del popolo italiano’ e massimo poeta cattolico, Dante ottiene il raro trionfo di essere massimo poeta dell’umanità tutta, poeta di cui tutti possono dire ‘nostro’”.

Nella splendida attualizzazione del II Canto del Purgatorio proposta da Tolentino de Mendonca, ci siamo ritrovati con Dante e Virgilio, come “viaggiatori privi di mappa”, all’inizio dell’Antipurgatorio, “una situazione che ci coglie completamente impreparati”, come appunto quella che tutti abbiamo vissuto nei mesi scorsi con l’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo.

Una situazione dalla quale si può uscire solo insieme, come ha spiegato Papa Francesco nella preghiera straordinaria del 27 marzo in piazza San Pietro. Con una conversione che è ad un tempo ecologica, di stili di vita, di prospettiva: una sfida difficile, per la quale però si può andare a scuola di umanità dall’opera di Dante.