Le quattro Suore della Carità di Largo Firenze
Le quattro Suore della Carità di Largo Firenze

Festeggeranno San Vincenzo de Paoli (Pouy, 24 aprile 1581-Parigi, 27 settembre 1660), sacerdote francese, fondatore e ispiratore di numerose congregazioni religiose e loro padre spirituale, domenica 27 settembre (nel giorno della ricorrenza liturgica), con la Santa Messa celebrata dall’Arcivescovo monsignor Lorenzo Ghizzoni alle 9.30 nella loro sede di Largo Firenze. Sono le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida, che a Ravenna sono responsabili di una comunità familiare che ha sede proprio in Largo Firenze. “Siamo una comunità di quattro sorelle, viviamo a Ravenna per il servizio ai poveri in una comunità familiare per minori in difficoltà – afferma la superiora, suor Giovanna Barbieri –. Lo specifico delle suore della Carità è il servizio è l’evangelizzazione dei poveri. E’ il nostro quarto voto e dà un colore particolare agli altri tre: povertà, castità e obbedienza. Santa Giovanna Antida, la nostra fondatrice, faceva parte delle suore vincenziane fino a quando la rivoluzione francese ha sciolto tutti gli ordini religiosi. San Vincenzo è quindi nostro ‘padre e patrono’”.

Le Suore di Carità dopo quasi 400 anni di vita continuano nella loro azione pastorale a favore dei poveri e il loro spendersi per gli altri ha dato frutti anche a Ravenna.
La carità, la semplicità e l’umiltà sono virtù che ancora ci caratterizzano – continua suor Barbieri – e che hanno reso possibile agli inizi del ‘900 l’amicizia tra monsignor Giulio Morelli e suor Giovanna Francesca Voltolini, che diedero vita a quello che oggi è l’Istituto Monsignor Morelli che ospita la scuola dell’Infanzia il pre-post e doposcuola elementare e media. A noi piace immaginare questi due grandi della carità che si sostengono sulla strada del bene ai più piccoli e indifesi”.

E tra gli indifesi vi sono certo anche le giovani che attualmente sono ospitate e aiutate nella comunità familiare di Largo Firenze, dove sono le quattro Suore della Carità a prendersi cura di loro “Una comunità familiare è un luogo uno spazio non semplicemente fisico, direi metafisico, dove adulti e minori condividono un tratto di vita – precisa suor Barbieri – . Attualmente accogliamo sei ragazze che per una serie di motivi non possono rimanere in famiglia. Noi offriamo un ‘bicchiere d’acqua’ a quel piccolo fratello che il Signore ci ha donato per un periodo di tempo e cerchiamo di far questo con tenerezza e rispetto. Nel nostro servizio siamo aiutate da un’educatrice e da diverse figure professionali dell’Asl e del Comune. Per ogni ragazzo viene elaborato un progetto educativo”.

Le giovani ospiti conducono una vita normale: studi, lavoro, amicizie, affetti, e hanno nella sede di Largo Firenze un punto di riferimento sicuro e persone con cui condividere fatiche, paure, problemi, gioie.
“La comunità familiare è una realtà dove si cerca di crescere insieme armonicamente – conclude suor Barbieri – di esprimersi con libertà, di accettare i propri e gli altrui limiti, in un clima di accoglienza e di reciproco rispetto. In essa, minori ed educatori vivono insieme, condividendo quotidianamente, nella diversità di ruoli e di compiti, interessi e progetti, spazi, tempi ed attività. Il periodo di permanenza, diventa così per ciascuno, esperienza educativa ed occasione di reciproco arricchimento. I minori sono protagonisti della vita di comunità; in un clima di libertà e di fiducia, possono esprimere la loro creatività, il disagio, il loro pensiero”.