Distanziamento, molta aria aperta, genitori fuori dalla scuola: “Sarà una scuola molto diversa quella che partirà il 14 settembre (o anche prima, per quel che riguarda nidi e materne – ndr) ma guai se non si aprisse. Ruberemmo l’infanzia ai nostri bambini”. Delinea in una sola frase Saula Donatini, presidente della Fism (Federazione Scuole Materne provinciale) la sfida della scuola in quest’anno scolastico 2020/2021.

Ancora non tutto è chiaro, anche se ci sono ormai centinaia di pagine di linee guida e indicazioni. “Il nostro coordinamento pedagogico è impegnato nella la ripartenza – spiega Saula -: senza la necessità di misurare la temperatura all’ingresso, il tema dell’accoglienza e del triage è meno complicato, ma certamente passeremo molto tempo all’aperto e tutto sarà organizzato per ‘bolle’ le chiama il ministero: gruppi di bambini con lo stesso insegnante che saranno sempre gli stessi”. L’ansia nei gestori e nelle scuole circola, ammette la presidente provinciale, ma “i bambini devono tornare a scuola”, non ci sono altre vie.

“Anche se qualche famiglia, anche delle scuole materne, ha rinunciato a iscrivere i figli: troppa la paura del contagio e forse una disponibilità di tempo dovuta alla mancanza di lavoro”. Un dato preoccupante.

Le scuole Fism di tutta la provincia sono comunque ormai pronte: “Hanno acquistato banchi, allargato e sistemato gli spazi. E tutti gli insegnanti hanno fatto il test sierologico, con grande senso di responsabilità”.

Quel che manca è il personale: un problema da anni per le scuole Fism che con quest’emergenza sanitaria è diventato ancora più complicato. “Gli insegnanti con il titolo valido non ci sono, non si trovano – spiega Saula Donatini -. Per fortuna per ora siamo coperti, anche alla possibilità introdotta quest’anno di assumere insegnanti con il titolo del nodo per un anno alla materna ma se qualcuno va in pensione o lascia è difficile sostituirle”. Con un concorso pubblico per insegnanti della materna a all’orizzonte, poi, il rischio è che le paritarie restino ulteriormente sguarnite.

La scuola dell’anno scolastico che inizia sarà diversa anche per un altro aspetto che alla Donatini sta particolarmente a cuore: “Le famiglie purtroppo non potranno più essere coinvolte come prima. Un esempio? Per entrare a scuola, chiunque deve firmare un registro. Non si potranno fare gite o uscite in pullman, niente feste con i genitori e i nonni, il momento dell’accoglienza poi sarà inevitabilmente complicato”. Sarà una scuola diversa, ma di cui non possiamo fare a meno