Immagine di repertorio
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Nei primi sei mesi del 2020 abbiamo ricevuto quasi 2mila richieste di aiuto da parte di persone attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per il possibile suicidio di un proprio caro, oltre il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. A renderlo noto, a pochi giorni dalla Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio (sarà il 10 settembre), è Telefono Amico Italia, organizzazione di volontariato che da oltre 50 anni si prende cura di chi ha bisogno di essere ascoltato e sostenuto. In occasione della Giornata, a partire dalle ore 18.30, Telefono Amico Italia trasmetterà in diretta su Facebook un evento virtuale, “Lo spazio che unisce”, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dello psichiatra e psicoterapeuta Diego De Leo, direttore emerito del Centro collaborativo della Oms per la ricerca e la formazione sulla prevenzione del suicidio e dell’Istituto australiano per la ricerca e la prevenzione del suicidio presso la Griffith University di Brisbane nonché direttore del Dipartimento di Psicologia presso la Primorska University della Slovenia, dove dirige il Centro nazionale per la ricerca sul Suicidio.


“Sono oltre 800mila le persone che ogni anno, nel mondo, si tolgono la vita, in media una ogni 40 secondi. Numeri impressionanti che ci spingono a lavorare in maniera sempre più intensa sul fronte della prevenzione”, spiega la presidente di Telefono Amico Italia, Monica Petra. “Quest’anno, viste le restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19, – aggiunge – abbiamo deciso di ricordare l’importanza di questa giornata attraverso un evento virtuale che prevede approfondimenti sul tema, testimonianze dirette e momenti artistici molto toccanti”. Con l’evento virtuale, “Lo spazio che unisce”, , “vogliamo ricordare che Telefono Amico Italia è sempre a disposizione di tutte le persone che vivono fasi di disagio profondo e dei loro familiari, anche e soprattutto in questo momento così difficile. Negli ultimi mesi – aggiunge – abbiamo riscontrato un netto aumento di telefonate e messaggi ai nostri tre servizi di ascolto: chiamate vocali attraverso numero unico 02 2327 2327, chat attraverso il numero WhatsApp 345 0361628 e mail attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it.

Al numero unico le segnalazioni relative al suicidio sono arrivate principalmente da uomini (58%) con età compresa tra i 26 e i 35 (22%); in circa il 40% dei casi le chiamate sono arrivate da persone che hanno chiesto aiuto per sé, mentre nel restante 60% dei casi le chiamate sono arrivate da persone preoccupate per altri. Il servizio WhatsApp Amico è stato invece utilizzato, in relazione al tema del suicidio, principalmente da donne (54%) con età compresa tra 18 e 25 anni (35%). Importante prevalenza di donne (65%) anche nelle segnalazioni ricevute dal servizio mail M@ilAmica”. Secondo Petra, “Questo significativo aumento delle richieste di aiuto potrebbe essere legato non solo alle conseguenze psicologiche dell’emergenza Covid-19, ma anche al fatto che finalmente, pian piano, si sta sgretolando il tabù sul suicidio e si inizia a chiedere aiuto con più facilità e meno ‘vergogna’”. Un fenomeno da incoraggiare continuando a lavorare sulla sensibilizzazione, soprattutto in un momento storico così difficile.

Lo psichiatra e psicoterapeuta Diego De Leo è tra e coloro che parteciperanno all’evento “Lo spazio che unisce”. “I prossimi mesi – avverte De Leo – potrebbero essere particolarmente delicati sul fronte della sofferenza psicologica a causa degli effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria. È fondamentale preparare sin d’ora la popolazione alle difficoltà del periodo che sta arrivando in modo che non ne venga colta del tutto alla sprovvista. Personalmente temo che, come accade a seguito di ogni grande crisi finanziaria, nei prossimi mesi dovremo attenderci conseguenze drammatiche per molte famiglie. E difficoltà importanti potrebbero indurre a reazioni tragiche”.

“Il Covid – aggiunge lo psichiatra – ha aumentato da subito i livelli di depressione, ansia, ossessività, fobie, irritabilità, paura del contagio e violenza domestica. Inoltre, persone in passato portatrici di disturbi mentali, ma da tempo in completo benessere, sono tornate a presentare sintomi. L’aspetto più critico di questa emergenza potrebbe risiedere proprio nei timori per il futuro, soprattutto in termini di occupazione e di bilanci delle famiglie, cui si associano frequentemente problemi di salute psichica”.

(G. A.) per AgenSir