Il murales realizzato all'interno del laboratorio

Ci sono i ricami in rilievo imparati nelle campagne della Romania, i colori sgargianti dei tessuti di varie parte dell’Africa, le tele romagnole stampate. Trame di fili, ma anche di storie e di vita che si accosteranno e si incroceranno nel laboratorio di cucito Orli e trame (non a caso si chiama così) verrà inaugurato oggi pomeriggio alle 17 in via Eraclea 29.

Nato sull’eredità di un precedente laboratorio di Città Meticcia e dalla collaborazione di una rete di associazioni del territorio (Auser, Il Terzo Mondo, Senegalesi Ravenna, Romania Mare, Noi per Voi, Cittadini del Pianeta) è il frutto di un progetto di co-progettazione regionale (legge n. 689 del 6/05/2019) supportato da Per Gli Altri (CSV) e la Consulta del Volontariato di Ravenna come capofila. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori è la “creazione di un luogo che ospita competenze e tradizioni differenti, un’officina di formazione e produzione, scambio interpersonale e promozione culturale”.

“In pratica – spiega Mirella Rossi, presidente di Auser Ravenna e della consulta del volontariato di Ravenna – abbiamo cominciato a lavorare con diverse volontarie di varie associazioni di immigrati e italiani per mettere insieme appunto orli e trame, di vita: conoscenze e storie. Perché il cucito è anche questo: un’occasione per raccontarsi, instaurare relazioni oltre le diversità”.

L’idea è anche quella di coinvolgere il quartiere (dove tra l’altro abitano alcune sarte in pensione) nell’esperimento del “Knit Cafè” settimanale, ogni martedì: si tratta di sessioni intensive di cucito comunitario davanti a un caffè e a una tisana. Anche così si può fare integrazione: le associazioni coinvolte ci credono.

Lo spazio di via Eraclea è stato dato in uso alle associazioni di Acer e dal Comune di Ravenna, parte delle macchine da cucire sono state donate. E così si è partiti, realizzando mascherine in cotone che verranno donate questa sera all’inaugurazione. “Mentre sabato 13 settembre in occasione della premiazione del cittadino solidale abbiamo organizzato una sfilata di moda con i vestiti realizzati nel laboratorio”, anticipa Rossi.

Ma il progetto, finanziato con fondi regionali, ha una sua scadenza: “Si esaurirà a fine anni – fa sapere la Rossi –. L’obiettivo è quindi quello di renderlo progressivamente autosufficiente, proponendo piccole manutenzioni, rammendi e cuciture a prezzi sociali”. Una piccola strada per una maggiore autonomia anche per le donne che lo frequentano.