Il procuratore di Ravenna Alessandro Mancini (foto d'archivio)
La Dia (Direzione investigativa antimafia) di Bologna ha dato esecuzione in Emilia-Romagna e in Lombardia, assieme ai colleghi di Firenze e Brescia, a un provvedimento di sequestro, per oltre 50 milioni di euro, emesso dal Tribunale bolognese su proposta del procuratore capo di Ravenna, Alessandro Mancini, e del pm ravennate Lucrezia Ciriello, nei confronti di un imprenditore di Ravenna, Vincenzo Melandri. L’attività riguarda immobili, partecipazioni societarie, autoveicoli, oltre a numerosi rapporti bancari (oltre 20, con una disponibilità per oltre 16 milioni di euro), tra cui un conto corrente acceso in un istituto bancario di San Marino.
Al centro dell’operazione c’è una vicenda di riciclaggio tra la Puglia e l’Emilia-Romagna. In pratica, secondo quanto emerso dalle indagini degli inquirenti, l’imprenditore ravennate attraverso un sistema di flase fatture riciclava denaro proveniente dalla criminalità organizzata foggiana.
Nel caso specifico si tratta di un’inchiesta parallela a quella che, nel luglio dell’anno scorso, lo ha visto condannato a 9 anni e mezzo per associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio.