Emergono notizie incoraggianti dal report mensile redatto dall’Autorità Portuale di Ravenna, che rendiconta il traffico merci. Il mese di luglio fa, infatti, segnare un piccolo ma confortante segno più nella movimentazione merci del Porto di Ravenna rispetto allo stesso mese del 2019: +1,5% corrispondente a quasi 33mila tonnellate in più.

Poi, è chiaro, sui dati complessivi incidono pesantemente il lockdown e la successiva crisi economica, per cui i dati della movimentazione in generale sono ancora negativi, essendo stata pari, nel periodo gennaio-luglio 2020, a 12.881.903 tonnellate di merce, in calo del 16,8% (2.603.259 tonnellate in meno) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 10.799.842 (-19,0%) e a 2.082.061 (-3,6%) tonnellate.

Rispetto ai primi sette mesi dell’anno scorso, le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 10.526.792 tonnellate, sono calate del 17,7% (2.271 mila tonnellate in meno) e, nell’ambito delle stesse, le merci unitizzate in container presentano un calo dell’11% (1.299.939 tonnellate, con 161mila in meno) mentre le merci su rotabili del 13,6% (827.528 tonnellate, 130mila in meno). Anche i prodotti liquidi, con una movimentazione pari a 2.355.111 tonnellate, hanno dimostrato una diminuzione del 12,4% (333mila tonnellate in meno).

Per quanto riguarda le principali categorie merceologiche, ha retto bene l’emergenza sanitaria il comparto agroalimentare, la cui movimentazione a luglio è cresciuta complessivamente del 25,6% grazie al recupero delle farine, più che raddoppiate (+135,6%) e positive anche nel periodo gennaio-luglio, e all’aumento degli sbarchi di semi oleosi del 15,2% a luglio e del 31,1% nei sette mesi per soddisfare gli alti standard di fabbisogno del ciclo industriale di produzione delle imprese ravennati.

Come per i mesi scorsi, continua invece la contrazione per i cereali, in particolare grano e mais, passati da 1.000.149 a 442.840 tonnellate (in calo del 55,7% rispetto ai sette mesi del 2019 e del 15,1% sul mese di luglio), e i materiali da costruzione che hanno registrato nei primi sette mesi del 2020 un calo del 28,3%, con 853mila tonnellate in meno rispetto alla medesima movimentazione dello scorso anno, da imputarsi principalmente al calo delle materie prime (-29,4%) per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo, pari a 1.898.507 tonnellate (790 mila in meno rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente).

In calo nei sette mesi del 2020 anche i prodotti petroliferi (-16,3%) e i chimici liquidi (- 10,9%), seppure con un mese di luglio che vede finalmente i prodotti chimici in leggero aumento.
Ancora problematica la situazione dei container dove la perdita da inizio anno è dell’11,5%, dato peggiorato in luglio con un calo del 20.6%: segnale evidente della crisi economica generale più volte segnalata dagli indicatori nazionali. E sono negativi anche i trailer che viaggiano sui traghetti: 6.310 pezzi in meno nei primi sette mesi (-16,2% rispetto al 2019). In luglio il calo è stato del 9,2% (5967 pezzi, ma con ulteriori prospettive di crescita nei prossimi mesi).