Un momento della celebrazione della Messa per San Michele Arcangelo

Preghiamo e ringraziamo il Signore per il vostro impegno, per i rischi che correte, per il vostro servizio alla comunità, per il vostro lavoro“. Ha chiuso con questo saluto, l’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, la Messa officiata questa mattina nella chiesa di San Paolo, insieme a Padre Paolo Carlin, cappellano della Polizia, per celebrare San Michele Arcangelo, santo patrono e protettore della Polizia di Stato. Un saluto rivolto alla platea di agenti di Polizia, presenti in buon numero alla Messa, al Questore Loretta Bignardi, al Prefetto Enrico Caterino, ai rappresentanti delle associazioni A.N.P.S. di Lugo e Ravenna e agli impiegati dell’amministrazione civile dell’interno in servizio negli uffici di polizia della provincia di Ravenna.

Già nell’omelia l’arcivescovo ha riconosciuto il valore dell’impegno delle Forze dell’Ordine per far sì che “il mondo sia vissuto nella giustizia”. L’arcivescovo Lorenzo è partito dalla prima lettura di oggi, il libro dell’Apocalisse di San Giovanni apostolo, nel passo della lotta di Michele e dei suoi angeli contro il grande drago per sottolineare come “tutto il nostro impegno umano, giusto, è però bisognoso di un aiuto dall’alto. Dalla prima lettura di oggi, abbiamo conferma che c’è una grande lotta tra il bene e il male, però il male non è solo qualcosa di vuoto, una mancanza di bene. C’è il male perchè c’è un grande seduttore, un grande ingannatore, lo chiamiamo in vari modi, diavolo, Satana, che sta dietro a tutto il male presente nel mondo. Per contrastarne l’opera Dio ha deciso di mandare suo figlio, Gesù, che ha sconfitto il male, insieme agli angeli che sono al servizio nel nostro cammino di giustizia”.

Per l’Arcivescovo “il Signore è il primo che vuole giustizia: nella vita quotidiana, nei rapporti interpersonali, nei rapporti comunitari, nella società, nei rapporti tra i popoli, tra le nazioni. Senza la giustizia viene meno la possibilità di stare insieme, pacificamente, ed è inevitabile che i rapporti umani diventino rapporti di inimicizia, di avversione, di competizione fino all’estremo fino a diventare conflitto, guerra. La Chiesa non annuncia il Vangelo solo per favorire un rapporto personale, spirituale tra l’uomo e Dio ma l’annuncio del Vangelo è anche perchè nel rapporto fra le persone, fra i popoli sia affermata una giustizia utile e necessaria a far vivere le persone in armonia e in modo degno”.

E qui arriva il riconoscimento del grande servizio svolto dalle Forze dell’Ordine, “che devono ristabilire e mantenere l’ordine e la giustizia: le Forze dell’Ordine ma anche coloro che hanno responsabilità nella società, a cominciare da chi fa le leggi, chi le fa applicare, chi deve valutare nei Tribunali le azioni delle persone. Anche nel mondo dell’economia ci sono persone che hanno responsabilità per determinare una giustizia nella società civile; ma anche chi ha un ruolo di formazione e di educazione nel mondo della scuola e dell’Università – ricercatori, studiosi, esperti delle varie materie – sono chiamati a dare un aiuto, con le proprie competenze e la proprie esperienze, a far sì che il mondo sia più gestito, governato e vissuto nella giustizia. Abbiamo bisogno di essere aiutati perchè la nostra propensione personale sarebbe piuttosto quella di cercare di affermare se stessi, di cercare l’interesse personale o l’interesse pubblico; saremmo spinti verso la ricerca dell’io e non all’attenzione al noi, alla società, agli altri. E abbiamo bisogno di un aiuto dall’alto, del Signore. Ma chiediamo un’intercessione anche a San Michele Arcangelo e atutti gli angeli di poter continuare a camminare sulla via della giustizia e della pace“.