Ancora conferme di negatività ai tamponi al Baronio e a Santa Teresa. Nelle strutture socio sanitare gestite dalla Dolce all’interno dell’Opera Santa Teresa è arrivato il quarto tampone negativo per tutti gli operatori e gli ospiti dopo che a fine agosto c’era stato un solo test che aveva dato esito positivo in 2 operatori (che lavoravano in parti diverse della struttura) e in 2 ospiti, entrambi rientrati in struttura dopo il trasferimento in ospedale.

Ma anche la casa di riposo Pallavicini Baronio, finita sui quotidiani locali la scorsa settimana per 7 tamponi risultati positivi ai test, oggi si trova con una doppia conferma di negativizzazione di tutti i test tranne quello di un operatore del centro diurno che, secondo le indagini dell’Ausl, avrebbe contratto il virus in ambito familiare.

Una situazione che da un lato fa tirare a tutti un sospiro di sollievo per la sostanziale assenza di contagio ma che dall’altro, disorienta. “L’Ausl ci ha spiegato che non esistono i falsi positivi in questi test – dice Ilda Renzelli, la coordinatrice della Pallavicini Baronio ­-. A me allora viene da chiamarlo miracolo: che un 93enne, pluripatologico risultato positivo nella nostra, venga trasferito in ospedale e, dopo 6 giorni, una volta accertato il doppio test negativo, torni in struttura senza un sintomo non so come spiegarmelo. Un altro operatore vive assieme a sei familiari e nessuno, per fortuna, si è ammalato”.

A Santa Teresa invece si è arrivati al quarto tampone negativo per gli operatori e gli ospiti risultati positivi a fine agosto, e a tre tamponi negativi per tutte le altre persone che lavorano o risiedono all’interno della struttura. “Non mi viene da dire che siano guariti in così poco tempo – spiega Federico Fronzoni della Dolce -: forse sono necessari meccanismi di verifica prima di parlare di effettivo contagio”. E questo conferma secondo il dirigente della cooperativa che “l’organizzazione e il senso di responsabilità devono essere il cardine di tutte le azioni di prevenzione (non facciamo un passo indietro su quello) ma serve anche un equilibrio tra garanzia di sicurezza e dignità e salute degli ospiti e dei loro caregiver”. Su questa scia Santa Teresa lunedì prossimo riaprirà la struttura ai familiari: potrà entrare però sempre e solo lo stesso parente, per mezz’ora, con tutte le misure anti-contagio e su appuntamento.

Alla Pallavicini Baronio, invece, domani è in programma il terzo tampone per tutti gli operatori e gli ospiti che non sono mai risultati mai positivi finora: “Se anche questo risulterà negativo per tutti – racconta Renzelli – credo che toglieranno l’isolamento dal nucleo nel quale era stato individuato il primo positivo e poi, immagino, si potrà parlare anche di riapertura ai familiari che ora vedono gli ospiti con collegamenti Skype”.

Nemmeno in pandemia, però, alla Pallavicini Baronio si vuole rinunciare ad assicurare il diritto di voto agli ospiti: “In sette ci hanno chiesto di poter votare per il referendum del 20 e 21 settembre e, d’accordo con l’Ausl, abbiamo predisposto tutte le misure eccezionali (prima di toccare la matita, tutti si dovranno igienizzare le mani oltre a tante altre misure) per permettere loro di farlo”. Non ci sono virus che tengano: il diritto di voto non si tocca.