(Foto Sir/Marco Calvarese)

“È molto importante la presenza di media cristiani specializzati nell’informazione di qualità sulla vita della Chiesa nel mondo, capace di contribuire a una formazione delle coscienze”. È l’omaggio del Papa alla delegazione del settimanale cristiano belga “Tertio”, ricevuta in udienza in occasione del ventennale.

“Nella società in cui viviamo, l’informazione fa parte integrante del nostro quotidiano”, ha esordito Francesco: “quando è di qualità, essa ci permette di comprendere meglio i problemi e le sfide che il mondo è chiamato ad affrontare, e ispira i comportamenti individuali, familiari e sociali”. “Il nome stesso del vostro settimanale – ha proseguito il Papa – fa riferimento alla lettera apostolica di san Giovanni Paolo II “Tertio millennio adveniente”, in vista del grande Giubileo dell’anno 2000, per preparare i cuori ad accogliere Cristo e il suo messaggio liberatore”. Un riferimento, questo, che secondo Francesco “non è solo un richiamo alla speranza, ma mira altresì a far sentire la voce della Chiesa e quella degli intellettuali cristiani in uno scenario mediatico sempre più secolarizzato, al fine di arricchirlo con riflessioni costruttive”.
“Cercando una visione positiva delle persone e dei fatti, respingendo i pregiudizi, si tratta di favorire una cultura dell’incontro attraverso la quale è possibile conoscere la realtà con uno sguardo fiducioso”, la ricetta del Papa, secondo il quale “notevole è anche il contributo dei media cristiani per far crescere nelle comunità cristiane un nuovo stile di vita, libero da ogni forma di preconcetto e di esclusione”.

“Le chiacchiere chiudono il cuore alla comunità, chiudono l’unità della Chiesa. Il grande chiacchierone è il diavolo – ha poi ribadito il Pontefice – che va sempre dicendo cose brutte degli altri, perché lui è il bugiardo che cerca di disunire la Chiesa, di allontanare i fratelli e di non fare comunità. La comunicazione è una missione importante per la Chiesa”: dunque secondo il Papa “i cristiani impegnati in questo ambito sono chiamati a mettere in atto in modo molto concreto l’invito del Signore ad andare nel mondo e proclamare il Vangelo”.

“Per la sua alta coscienza professionale, il giornalista cristiano è tenuto ad offrire una testimonianza nuova nel mondo della comunicazione senza nascondere la verità, né manipolare l’informazione”, la consegna di Francesco, che ha citato il suo ultimo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: “Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri”. “Voi siete protagonisti di questa narrazione”, ha aggiunto.

M.N.
Fonte: Sir