Dante e la Laudato sì, la Terra e l’ “oltre-Terra” della Commedia, la Natura e le opere d’arte che le si ispirano. Sarà una serata di contaminazioni e “germogli” quella curata dall’Ufficio Cultura della Diocesi a Santa Maria dall’Angelo a Faenza.

Francesca Masi, membro dell’Ufficio ed esperta dell’opera Dantesca, sarà protagonista di uno degli eventi collaterali della mostra Natura Inquiete (curata da Giovanni Gardini con opere di Luca Freschi, Takako Hirai, Enrico Minguzzi, Giorgia Severi) con una conversazione sul tema Il fondamento che natura pone. Immagini di natura nel viaggio ultraterreno di Dante alle 21 (introduce Barbara Piani). Uno sguardo sul tema della mostra, la Natura, come luogo teologico nell’opera del Sommo Poeta, nel Settimo Centenario della morte.

La Commedia inizia con una selva e finisce con un fiore che germina – osserva  Masi –: è quel che cercherò di illuminare: un percorso narrativo sulla presenza della Terra nel mondo dell’oltre Terra. Anche per noi la Natura è un luogo spirituale. I riferimenti sono tantissimi nelle Scritture: a partire da Cristo, rappresentato come un ortolano e il Paradiso come un giardino”.

Immagini che faranno dialogare, anticipa la relatrice, le Sacre Scritture, la Commedia e testi del Magistero come l’enciclica Laudato sì per offrire poi spunti di riflessione e di osservazione delle opere in mostra al pubblico.

Nulla è più emblematico di speranza come la Natura: essa parla della capacità di ricrearsi. Il lockdown ci ha dimostrato che essa non ha bisogno di noi ma viceversa. Però ci parla di una generatività che anche noi possiamo esprimere esattamente come la Natura. D’altra parte il nostro è un Dio incarnato nella Creazione: ne siamo essenzialmente parte”.