L'ingresso del sottopasso ferroviario lato Darsena

Da oggi, mercoledì 30 settembre, il centro storico di Ravenna e la Darsena di città sono più vicini. E’ stato, infatti, aperto il sottopassaggio pedonale di collegamento fra piazzale Farini e le banchine della stazione ferroviaria e il quartiere portuale, oggetto di una profonda riqualificazione. L’intervento, per la cui realizzazione RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha investito 2,8 milioni di euro, rientra fra le azioni di miglioramento dell’accessibilità ferroviaria del porto di Ravenna, previste nel Protocollo Attuativo sottoscritto 5 anni fa da Regione Emilia-Romagna, Rfi, Autorità Portuale di Ravenna e Comune di Ravenna.

Il sottopasso è lungo circa 40 metri e resta aperto negli orari di apertura della stazione (4.30-23.30): è completamente impermeabilizzato. Sono state rifatte le scale d’accesso dall’atrio della stazione ai binari rendendole anche accessibili alle bici mentre il nuovo accesso lato Darsena è stato completato con una pensilina in acciaio e predisposto per l’entrata in servizio, entro la fine dell’anno, di un ascensore dedicato.

“Purtroppo ci sono stati ritardi e l’opera non è ancora del tutto conclusa – ammette Michele de Pascale, sindaco di Ravenna – però abbiamo deciso comunque per l’apertura anche per dare conto del tipo di intervento realizzato, che collega la Darsena al centro in una logica di due quartieri non più separati, con la stazione ferroviaria a fare da elemento di connessione. Questo sarà maggiormente sviluppato a breve perchè presto usciremo con un concorso di idee per il riassetto dell’area della stazione che lavori sull’ipotesi di una stazione-ponte con l’attraversamento sopra i binari”.

“Questo sottopasso è un ulteriore step nell’ambito degli accordi stipulati tra Rfi e una serie di enti – osserva Vincenzo Cefaliello, direttore territoriale di Produzione di Bologna di Rfi – che hanno già determinato la costruzione del nuovo ponte Teodorico, tuttora in atto, e porteranno alla realizzazione del sottopasso di via Canale Molinetto. Ma soprattutto è un’opera molto attesa che consente la ricucitura di una parte della città con la Darsena. E’ stato tuttavia un intervento complesso, per una serie di difficoltà legate ai reperti archeologici trovati durante gli scavi”.

In particolare sono stati ritrovati resti dell’antico muro che costituiva il molo della Darsena e porzioni di mura della città di età tardo-antica. Sono state realizzate speciali teche protette da vetri infrangibili dove, come in un museo, poter ammirare parte di questi reperti e una nuova teca è stata realizzata per collocare il sarcofago rinvenuto nel 1976 durante la costruzione del sottopasso storico. “Che la Darsena fosse un’area di grande importanza storica, urbana e paesaggisatica lo si sapeva – evidenzia Giorgio Cozzolino, dirigente della Soprintendenza per le province romagnole – ma quando poi sono stati effettuati gli scavi sono emerse tracce di strutture di tutte le epoche. Qui c’era un ramo della Darsena che fu chiuso prima della Guerra. Abbiamo trovato una struttura muraria di età tardo-antica che abbiamo deciso di lasciare intatta, ma anche resti funerari perchè questa era pure una zona di necropoli. Questo sottopasso non so se è corretto definirlo un museo però di sicuro è una piccola-grande operazione perchè anche una semplice anfora o una traccia di muro danno il senso della stratificazione millenaria di questa città“.