La prima festa parrocchiale di Santa Maria in Porto senza Giorgio Re: quello di oggi poteva essere un giorno “grigio” come il cielo di stamattina per la parrocchia guidata dai monaci paolini. Ma, invece di ricordare quel che manca, l’intero consiglio pastorale ha deciso di vivere questa festa e, in particolare, questa domenica come ringraziamento per i tanti doni ricevuti: prima con il mandato ai catechisti e agli animatori, poi con la presentazione alla comunità del nuovo vicario, padre Zibi, e infine con un video di ricordo e lo scoprimento di una targa in ricordo di Giorgio Re, collaboratore pastorale morto lo scorso 19 giugno.

Il luogo che ricorderà a tutti i parrocchiani Re è “quello nel quale serviva più spesso la comunità”, ha spiegato il parroco padre Luca Lukanowski: il salone delle feste, sotto il tendone. Proprio lì oggi è stata scoperta una targa che dice: “In ricordo di Giorgio Re. Grati per il tuo impegno a servizio della Chiesa. Instancabile collaboratore, amante della verità e della bellezza, presenza operosa e umile, fedele nella sequela a Cristo. E che vale la vita se non per essere data? (Paul Claudel)”.

In un video, proiettato pochi minuti prima in chiesa, si è avuta testimonianza di come, in modo multiforme e poliedrico anche Giorgio ha fatto della sua vita un dono per tanti: “Per papà non esisteva il no o il dopo nel servizio era sempre in prima linea – ha detto la figlia Agnese – Nella vita mi ha spronato a fare quello che mi rendeva felice.

Lo scoprimento della targa in memoria di Giorgio Re

Ed è stato un dono stargli accanto anche nelle ultime settimane: lì abbiamo davvero capito cos’è la fede e la certezza che ogni cosa volge al bene”.Mi piace considerarlo come un amico che è andato avanti: d’altra parte il motivo ultimo del suo operare era Dio”, ha spiegato un amico di Comunione e Liberazione.

Non gli si poteva dire di no perché dietro ogni sua proposta c’era un progetto più grande – ha aggiunto un parrocchiano di Santa Maria in Porto –. Il suo insistere ci spingeva a non fermarci alle cose semplici”.

“Nell’organizzazione del Carnevale aveva sempre idee, a volte un po’ pazzesche – ha raccontato una collega di impegno nel Carnevale cittadino –: era fermo un po’ burbero, ma tutte le riunioni si chiudevano con un sorriso.

Anche Risveglio Duemila ha voluto ricordare il suo impegno come giornalista che sapeva capire le persone e descriverne il cuore, non solo le parole e le azioni.

“Non si deve vivere di passato ma è importante fare memoria di quel che abbiamo vissuto insieme – ha detto Anna Maria, la vedova di Giorgio –: credo sia importante per aggiungere un pezzo di storia, nelle piccole e nelle grandi cose della quotidianità. Grazie per la compagnia che mi avete fatto e che credo mi farete ancora”