La celebrazione ecumenica a Santo Spirito

Alleanze inter-confessionali per custodire un mondo fragile, che parla di Dio. Ieri si è celebrata anche in diocesi la Giornata per la custodia del Creato. Per la prima volta la preghiera ecumenica che la caratterizza si è svolta nella basilica di Santo Spirito, normalmente data in uso alla comunità ortodossa romena per le loro celebrazioni. La preghiera è stata presieduta dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, con la presenza del diacono Luciano Di Buò, di rappresentanti di tutte le comunità ortodosse del territorio, del mondo civile (per il Comune era presente l’assessore Massimo Cameliani) e militare con la presenza del comandante della Polizia Locale Andrea Giacomini e del Corpo Carabinieri Forestali.

La celebrazione è stata anche l’occasione per la benedizione e il dono di un’antica reliquia, un frammento osseo, di San Giorgio (patrono della parrocchia ortodossa romena) conservata negli archivi della Diocesi alla comunità ortodossa romena guidata da padre Dan Vesea.

La reliquia di San Giorgio deposta nel reliquiario per la venerazione

Una comunità che sta crescendo e si sta radicando sul territorio: ieri i partecipanti alla celebrazione hanno potuto ammirare la nuova iconostasi, appena realizzata in legno pregiato dopo due anni di lavoro: “C’è voluto così tanto – ha spiegato padre Dan durante la celebrazione – perché per realizzare un’iconostasi non serve solo lavoro ma anche la preghiera”.

San Giorgio, santo martire, normalmente è raffigurato come un guerriero che uccide un drago: ed è questa l’immagine scelta anche per l’icona che la comunità ortodossa ha voluto donare all’arcivescovo Lorenzo in ricordo di questa giornata. “San Giorgio è il patrono dei cavalieri, dei soldati, degli scout, degli arcieri e anche i musulmani lo considerano un profeta. La sua figura ci ricorda che il bene prima o poi vince”.

Ed è un bello spunto anche per quel che riguarda il tema specifico della Giornata del Creato, istituita 15 anni fa dalla Chiesa cattolica assieme a quelle ortodosse. “Su queste tematiche troviamo la solidarietà di tante altre persone, anche non credenti – ha spiegato l’arcivescovo Lorenzo nell’omelia –: sulla necessità di tutelare quel bene straordinario che è la Terra, dalla quale troviamo nutrimento e vita e nella quale abitiamo”.

“La terra – ha continuato – è un giardino meraviglioso che è stato creato per noi. C’è un disegno di Dio dietro, per questo è così bello. La Terra è frutto di un ordine, un pensiero, un disegno: lo notiamo ancor più chiaramente quando studiamo le leggi della fisica, della chimica e della materia. Così come il nostro corpo: una creazione stupenda. La medicina non è ancora riuscita a capire tutto di esso, soprattutto nel rapporto tra corpo e psiche”.

L’uomo, quando agisce con carità, e la Creazione, ha concluso l’arcivescovo Lorenzo, sono immagini di Dio. “Sono due quindi le ragioni per noi cristiani per custodire il Creato: perché parla di Dio e perché viviamo dei suoi frutti noi. Siamo quindi chiamati a diffondere una cultura della custodia e protezione della Terra, a custodirne l’armonia e a correggere le storture, ad essere strumento di Dio per custodire la sua terra che è anche la nostra”.

Durante la celebrazione, alcuni bambini hanno distribuito un fiore di carta, segno della fragilità e delle bellezza della Creazione, che tutti dobbiamo custodire.