L'ingresso di Stadera, in via Veneto 4 a Ravenna

La nostra si può definire una rivoluzione gentile“. Con questa frase Enrico De Sanso, presidente di Stadera (nella foto sotto), sintetizza la filosofia che sta alla base della nascita, ormai un anno e mezzo fa, di questo progetto di minimercato cooperativo che oggi, dopo due mesi di apertura, è stato ufficialmente inaugurato con un Open Day per tutta la cittadinanza che si protrarrà anche nel pomeriggio fino alle 19 nei locali di via Veneto 4 a Ravenna.

“La nostra rivoluzione gentile sta nel creare un’impresa alternativa – aggiunge De Sanso – perchè è gestita dalla comunità del quartiere. E’ a tutti gli effetti un negozio, una vera impresa cooperativa per consumatori in cui loro stessi si impegnano in prima battuta, per la gestione della loro azienda che diventa un progetto di comunità, un luogo di vita in cui si acquistano prodotti biologici, locali. E da loro dipendono il funzionamento e tutte le attività. La nostra rivoluzione è dire che c’è un altro modo di fare impresa, quello dell’impresa cooperativa in cui ognuno dà una mano per la sua gestione”.

Il meccanismo di associazione è semplice: si diventa clienti di Stadera, solo dopo essere diventati soci, pagando una quota minima di 25 euro, che vale per tutto il tempo in cui un cliente-socio resta associato alla cooperativa, e dopo alcuni mesi di “prova” e “sperimentazione” del negozio. “Ci si può iscrivere come visitatori e per i primi due mesi si può fare la spesa – chiarisce De Sanso – ma non tutti i giorni. Noi teniamo nota di tutti i movimenti del cliente e poi, alla scadenza del periodo di prova, gli chiediamo se vuole associarsi oppure no. Poi, una volta acquistata la quota, si deve anche decidere la propria attività di volontariato, di impegno. E’ un modello che si basa sull’autogestione e quindi ogni socio si impegna a fornire circa tre ore al mese del proprio tempo per aiutare in negozio: stare alla cassa, mettere a posto gli scaffali, ricevere le merci, chi fa invece amministrazione, comunicazione, informatica”.

Come ogni negozio che si rispetti, però, Stadera si è già attrezzata con la predisposizione dell’e-commerce per evitare assembramenti in negozio, la gestione informatica, la Stadera card che permette di precaricare credito per poi fare la spesa senza pensieri sul pagamento. Ma Stadera punterà ad essere anche un punto di incontro per le tante associazioni e realtà ravennati impegnate nella lotta allo spreco, nella riduzione degli imballaggi e dell’inquinamento da plastica, nella promozione di una filiera produttiva equa, sostenibile e responsabile. “Quello che cerca di fare Stadera in particolare è cercare di ridurre la distanza di approvvigionamento dei prodotti, quindi dove è possibile – sottolinea Andrea Mignozzi, uno dei soci – rifornirsi da fornitori locali, cercare di ridurre sempre di più gli imballi, prediligendo quei fornitori che seguono questa politica e ovviamente con la frutta e la verdura ci concentriamo molto sul prodotto biologico e anche in questo caso sul km 0, dove è possibile. E poi sono gli stessi soci a chiedere prodotti che non ci sono”.

Oggi il minimercato di via Veneto conta già un assortimento di tutto rispetto: una gamma di circa 400 prodotti selezionati prevalentemente nel biologico, nella filiera corta, ecostenibile e sociale ed a cui si aggiungeranno a breve i latticini, un’offerta di circa 60 prodotti sfusi sia alimentari che per la detergenza personale e della casa. Oggi Stadera vanta già 130 soci cooperatori, ma “l’obiettivo è arrivare a fine anno a raggiungere i 200 soci – conclude De Sanso – e quando il numero di soci sarà sufficientemente alto aprire un supermercato”.

Il minimercato di Stadera è aperto ai soci lunedì, mercoledì e venerdì al pomeriggio, martedì mattina e sabato tutta la giornata. Per ulteriori informazioni: www.staderacoop.it