Un potabilizzatore di Hera

Hera rilancia il proprio impegno sul fronte dell’acqua, risorsa in calo su cui bisogna investire. Posto che secondo le Nazioni Unite entro il 2050 la domanda globale di acqua dolce supererà del 40% la sua stessa disponibilità, la multiutility fa il punto nell’ultima edizione del suo report ‘In buone acque’, già disponibile online. Con 176 milioni di euro investiti nel solo 2019, superando del 42% la media nazionale nell’ambito di una politica industriale che dal 2002 incide per oltre 100 milioni di euro all’anno, e con un totale di quasi 3.000 analisi al giorno nel territorio servito, la multiutility conferma i propri impegni.

Andando nello specifico dei territori, nel ravennate che già oggi vanta standard di servizio assolutamente elevati, i controlli l’anno scorso sono stati oltre 45.000 (34.500 dei quali sui 3.800 chilometri di acquedotto). Nell’area, in particolare, le concentrazioni medie rilevate per 14 diversi parametri non raggiungono nemmeno il 17% dei valori massimi ammessi. Inoltre, attraverso investimenti mirati, entro il 2023 la multiutility conta di effettuare importanti interventi infrastrutturali tesi a rendere ancora più performante il servizio idrico del ravennate. Sono in programma l’adeguamento del depuratore di Cervia e del depuratore di Lugo, presso il quale sarà realizzata una linea di pioggia. Già ultimati gli adeguamenti dell’idrovora Bidente, del depuratore di Alfonsine e di quello di Ravenna, presso il quale verranno anche avviati i lavori di costruzione di un impianto per il riutilizzo delle acque depurate. Sono poi in corso i lavori di riqualificazione dell’Area della Darsena di Ravenna (con separazione delle reti e rifacimento dell’idrovora Pirano) e la separazione delle reti della zona Portuale Paleocapa, a beneficio del sistema idrico dell’area della Pialassa Piomboni.