La riunione degli Uffici Pastorali di questa mattina al Redentore

Un anno per ascoltare e per ripartire. Un anno per imparare a camminare insieme e costruire la Chiesa di domani. Sarà tutt’altro che vuoto, anche se gli eventi già fissati in agenda pastorale sono effettivamente di meno, l’anno pastorale 2020/2021 nei progetti dell’Arcivescovo Lorenzo e degli Uffici Pastorali.

La riunione di stamattina nella chiesa del Ss Redentore, nella quale monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia ha illustrato il tema dell’anno (in fondo all’articolo, il link alla diretta andata in onda sulla pagina Facebook di Risveglio Duemila) ha tracciato la strada per una ripartenza, dopo i mesi di lockdown, che ha come punto fermo la consapevolezza, come ha detto papa Francesco nella preghiera del 27 marzo in piazza San Pietro che siamo “Tutti sulla stessa barca”, titolo scelto per il tema dell’anno assieme a “Ripartimo insieme”.

Da qui discendono quasi tutte le considerazioni dell’arcivescovo che in apertura ha però voluto fare una premessa: “La vita della Chiesa è guidata dallo Spirito. Non dipende solo di noi anche dipende maggiormente dalla Grazia che iil Signore continua a darci e a darci in abbondanza. Siamo suoi collaboratori, il protagonista è Lui”

“Camminare insieme”, ha quindi chiarito monsignor Ghizzoni, è difficile ma non è un optional. Al contrario, si tratta della “via costitutiva della Chiesa che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio; è la condizione per seguire il Signore Gesù ed essere servi della vita in questo tempo ferito”: lo diceva Papa Francesco ben prima della pandemia, il 22 maggio 2017.

Proprio per questa ragione, ha proseguito l’arcivescovo, occorre “mettersi in ascolto di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa in questo tempo di pandemia”. Ecco perchè è necessario fermarci per un anno di “ascolto, valutazione, confronto”, con un “modello sinodale” che non può coinvolgere solo i presbiteri, i diaconi e il clero ma al quale saranno chiamate tutte le comunità parrocchiali, i gruppi, i movimenti, le associazioni, coordinati dagli Uffici Pastorali.

Come, in concreto? Quali domande porsi e porre alla realtà delle nostre Chiese? Monsignor Ghizzoni è partito da tre brani evangelici per individuare tre aspetti del tema di quest’anno: Matteo 14, 22-33, il brano in cui Gesù cammina sulle acque portando Pietro con lui, Atti 11, 19-26 che descrive la fondazione della chiesa di Antiochia e Mt, 1-42, la missione dei dodici, che può essere di esempio per una “scelta missionaria unitaria”.

“La prova non è finita – ha detto l’arcivescovo –, i contagi stanno risalendo e potranno esserci altri lockdown, anche se parziali”. Ma l’esperienza dei mesi scorsi ci induce a riflettere sull’impegno di vita cristiana e la diffusione del Vangelo in questo tempo “inaspettato e straordinario”. Con la consapevolezza parallela che “non c’è solo l’epidemia del Covid ma anche quella della secolarizzazione” (qui il riferimento è anche al libro “Gente di poca fede” di Garelli).

Questo ci ha fatto vivere in modo nuovo la liturgia, una volta ripresa la frequenza. Siamo sulla barca, con una tempesta fuori e celebriamo esattamente come facevamo prima?”. Ancora la carità è stata un modo ancora più efficace di evangelizzare in questi mesi: “sarà possibile rendere stabile e non occasionale l’impegno caritativo come volto delle comunità verso i poveri e la società?” Stessa cosa per i nuovi media: resteranno solo una supplenza alla liturgia in presenza? O troveremo modi per usarli per l’evangelizzazione? “Se è vero che siamo sulla stessa barca e abbiamo bisogno di remare insieme verso la stessa mete? Disilludiamo quelli che aspettano passivamente che passi la tempesta e per riprendere il solito tran tran e il “si è sempre fatto così’”….

Ripartire insieme, dunque: la nascita della comunità cristiana di Antichi dà spunti su come e da dove. Sono tre i valori evangelici che ci devono guidare secondo l’Arcivescovo Lorenzo, alla luce del Magistero di Papa Francesco “che resta un faro”: la solidarietà, la fraternità (al centro della prossima enciclica del Pontefice in uscita iil 4 ottobre) e la sinodalità, come stile e metodo ecclesiale.

E le vie concrete per incarnarle sono tante: ascoltare le persone, con le loro domande, raccontarsi le proprie esperienze di vita e di fede creando luoghi e tempi per dare spazio al dialogo inter-personale di piccoli gruppi, confrontarsi con la Parola di Dio (in questo sarà d’aiuto il nuovo sussidio biblico che sarà pubblicato nei prossimi giorni ma anche gli approfondimenti della Scuola di formazione teologica), ri-creare o potenziare le relazioni comunitarie, anche con i lontani, gli indifferenti, i delusi e soprattutto ripartire con i ragazzi, gli adolescenti e i giovani . Infine, essere pronti ad affrontare i nuovi sviluppi sociali ed economici.

Infine, ha spiegato l’Arcivescovo, “Ora più che mai è tempo di missione, non per impiantare nuove chiese in terre lontane, ma per seminare il Vangelo in una società che sta cambiando rapidamente e ci presenta terreni sempre nuovi e incolti (una evangelizzazione contro il tempo, più che nello spazio). Una missioneche deve essere unitaria, condivisa da tutti, ce deve dare nuova forma ai programmi e alle attività e ai percorsi di formazione dei propri collaboratori”.

A questo proposito, sono stati presentati i nuovi responsabili del Cmd, Maicol Lucchi e Francesca Ghetti.

Il link alla registrazione della presentazione del tema dell’anno pastorale 2020-2021 da parte dell’Arcivescovo Lorenzo, questa mattina nella chiesa del Ss Redentore: https://www.facebook.com/watch/risveglioduemila

Sul prossimo numero del settimanale in uscita il 2 ottobre, un approfondimento con i progetti dei gruppi di lavoro e la relazione dell’arcivescovo