Walter della Monica

E’ vasto il programma che vedrà Ravenna protagonista delle celebrazioni per i settecento anni della morte di Dante Alighieri, con una notevole partecipazione di tutti gli ambienti culturali per onorare il Poeta che scelse Ravenna come rifugio. Walter Della Monica ha dedicato numerosi anni alla divulgazione del “poeta universale”. A lui chiediamo di raccontarci la sua esperienza. Lo incontriamo nel suo salotto, circondato da libri e dalle notizie sul programma per il Centenario. “Sono contento-esordisce prima che vengano fatte domande che ci siano così tante iniziative e che sarà presente all’inaugurazione dell’anno dedicato a Dante il Presidente della Repubblica. Io, nel mio piccolo, avevo capito il grande regalo che Dante ci aveva fatto vivendo per anni a Ravenna e ho cercato di ricordarlo in vari modi”. Parla della sua esperienza, Progetto Dante, in maniera riduttiva, ma il suo amore per Dante era già emerso negli incontri del Trebbo Poetico, negli anni ’50.  Il progetto risultò un vero e proprio evento che coinvolse non solo i cittadini di Ravenna ma anche quelli di città delle province e degli stranieri che in settembre erano in visita in città.

Come ti è venuta l’idea di proporre la lettura integrale della Commedia, cosa che solo Boccaccio aveva iniziato, ma poi interrotto?

Ogni mattina, per mesi, ascoltavo un interessante commento con lettura del canto, su Rai3. Commenti semplici ma mirati e una voce molto coinvolgente: era Vittorio Sermonti. Pensai che sarebbe stato interessante fare qualcosa di simile a Ravenna e noi avevamo anche il luogo magico, la basilica di San Francesco, che vide la prima sepoltura del Poeta, dopo la morte avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 settembre 1321. Però mancavano i soldi per realizzare il progetto. Trovai in Giuseppe Parrello (ex presidente dell’Autorità Portuale – ndr?) una persona particolarmente sensibile ai temi culturali e fu lui a sostenere il progetto, naturalmente assieme ad altre aziende e dell’associazione Industriali. Così ogni settembre, per tre anni, ogni sera, proponemmo, la lettura e il commento dei canti, ascoltata in religioso silenzio: era l’anno 1995. A conclusione dei tre anni fummo ricevuti da papa Wojtyla, un grande onore.

Ma poi venne anche altro…

Ancora una idea geniale fu “La Divina Commedia nel mondo”, la ricerca delle traduzioni dell’opera di dante nelle lingue più diverse e lontane. Grazie alla collaborazione con studiosi e docenti universitari furono passati in rassegna prima i paesi europei poi i vari continenti per scoprire come nei paesi più distanti per lingua, costumi, religioni, Dante c’era. I versi di Dante risuonarono nelle basilica di San Francesco persino in persiano, cinese, giapponese, urdu, azero, armeno, nella lingua dei segni. Sono sessanta traduzioni, pensa, sessanta

Sembri quasi incredulo… per il lungo percorso affrontato negli anni. Una passione per la cultura e la dedizione per la tua città: a te si devono tante iniziative, tutte di successo, dal Premio Guidarello agli incontri letterari del Centro Relazioni Culturali, a Un poeta da ricordare. Dal 2010 è stato stabilito un riconoscimento speciale a coloro che con particolare impegno operano nel nome di Dante e della Commedia: “Il Lauro ad honorem” che hai ricevuto anche tu nel settembre del 2019.

Si, quest’anno, che è il più importante, non ci saranno le serate dedicate alla Divina Commedia nel mondo! Probabilmente per via del Covid 19 che impedisce la libera circolazione e i contatti con altri paesi. Ci penseremo l’anno prossimo!

Anna de Lutiis