Il momento dell'Adorazione eucaristica, sabato sera, a Santa Maria in Porto

“Tutte le vocazioni sono chiamate di Dio, ad ogni persona spetta accogliere l’invito, lasciarsi attraversare da quella voce, mettersi in ascolto, in discernimento, risentire l’eco fino a farla divenire vita concreta e tradurla in una gioiosa testimonianza”. In queste frasi contenute nel libretto della prima serata degli incontri di preghiera “Prendete il largo, uscite da voi stessi”, sono sintetizzati il significato e l’obiettivo di questa iniziativa proposta dalla Diocesi, attraverso in particolare gli istituti di vita consacrata e gli Uffici di Pastorale giovanile e vocazionale e della Famiglia, e la cui prima serata si è tenuta sabato 10 ottobre a Santa Maria in Porto.

Tante religiose e religiosi e alcuni laici si sono ritrovati davanti all’altare che custodisce la Madonna Greca e hanno pregato per tutte le vocazioni (al sacerdozio, alla vita consacrata e al matrimonio), vivendo momenti di ascolto della Parola di Dio, di testimonianza, di preghiera corale e di silenzio e adorazione.  Nel capitolo 1 dell’esortazione apostolica “Vita consacrata”, che è stato letto all’inizio, si parla appunto di questa specifica vocazione. “La Vita Consacrata è importante e necessaria per il suo essere sovrabbondanza di gratuità e di amore e ciò tanto più in un mondo che rischia di essere soffocato nel vertice dell’effimero”. Il testo fa poi riferimento alla chiamata di Matteo e, subito dopo, è stato letto appunto il brano evangelico che parla della sua vocazione e della sua immediata decisione di lasciare tutto e di seguire Gesù.

E’ seguito breve commento da parte di don Luigi Spada, vicario episcopale per la vita consacrata e un tempo lasciato per il silenzio e l’adorazione eucaristica. “Ancor oggi Gesù continua a chiamare – ha detto don Spada – come ha fatto con Matteo che dicendo sì a Dio entra a far parte di una comunità che si riconosce bisognosa dell’amore di Dio. Questa comunità è la Chiesa. Preghiamo questa sera perché il Signore faccia dono alla nostra chiesa diocesana di tante vocazioni al matrimonio, alla vita presbiterale e consacrata. Ogni vocazione è lo spazio di predilezione che Dio lascia e fa su ogni essere umano”.

Sono seguite poi due testimonianze E’ stata una religiosa delle Vergini di San Giuseppe-Tavelli, a raccontare l’origine e la storia della congregazione religiosa che ancora oggi, a Ravenna, ha la responsabilità della scuola Tavelli, in via Mazzini. La congregazione fu fondata da madre Adriana Santamaria Tavelli nel 1582, e vi applicò la regola del Terz’Ordine Regolare di San Francesco. Vivere e testimoniare il Vangelo con umiltà e carità, al servizio di Dio e del prossimo è la chiamata specifica della congregazione.

Una chiamata a cui le religiose sono state sempre fedeli lungo i secoli, anche durante le persecuzioni napoleoniche che sciolsero la congregazione fino a quando, il 21 novembre 1821, essa fu ricostituita e il Papa diede il compito specifico per un nuovo cammino “Dedicare tutta la vita al servizio di Dio e all’educazione alla gioventù”. Un obiettivo che le religiose perseguono anche oggi, aiutate in questo dal personale laico, come ha testimoniato sabato sera una insegnante. La Veglia serata si è conclusa con un momento di preghiera e la benedizione eucaristica. Prossimo appuntamento sarà, sempre a Santa Maria in Porto, sabato 21 novembre alle 20.45 con la testimonianza delle Suore della carità di Santa Giovanna Antida Thouret.