E’ stato un agosto davvero negativo per il porto di Ravenna, a guardare il consueto bilancio mensile dell’andamento dei traffici dello scalo cittadino fornito dall’Autorità Portuale. Il dato di agosto segna un preoccupante -23,2% delle movimentazioni. Nel periodo che va da gennaio ad agosto 2020 la movimentazione di merci nel porto di Ravenna è stata pari a 14.457.083 tonnellate, in calo del 17,4% (3.051.779 tonnellate in meno) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 12.052.613 (-19,8%) e a 2.404.470 (-3,3%) tonnellate. Il mese di agosto, in particolare, ha registrato una movimentazione complessiva pari a 1.555.148 tonnellate, inferiore di ben il 23,2% rispetto al mese di agosto 2019.

Le merci secche, cioè prodotti agricoli e metallurgici, mangimi, argille e altro, sono diminuite del 18,8% negli otto mesi (2.176.000 tonnellate in meno), mentre in agosto la perdita è stata addirittura del 26,8%, mentre le merci su rotabili hanno avuto un calo dell’11,8 % (943.354 tonnellate, 125 mila tonnellate in meno). I prodotti liquidi  – con una movimentazione pari a 2.716.237 tonnellate  – hanno registrato una diminuzione dell’11% (335 mila tonnellate in meno).

Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 3.200.224 tonnellate di merce, ha registrato nel periodo gennaio-agosto 2020 un calo del 6,5% (221mila tonnellate in meno) rispetto ai primi otto mesi dello scorso anno. Gli auspicati segnali di recupero intravisti nel mese di luglio non si sono consolidati nel mese di agosto, che registra, invece, una nuova brusca frenata. A preoccupare è l’ennesima performance negativa dei cereali, categoria merceologica che sta registrando quest’anno un -83,1%  in agosto e un -58,5% complessivo negli otto mesi. “Una flessione che non colpisce solo il Porto di Ravenna – si legge nella nota allegata al bilancio – ed è l’effetto di una serie di concause che vanno dai mercati dove si è prodotto di più o di meno ai sistemi di trasporto con grano e mais che viaggiano maggiormente su treno e camion e meno in nave”.

I materiali da costruzione Con 2.438.704 tonnellate movimentate, hanno segnato nei primi 8 mesi del 2020 un -30,3%. Il crollo del dato, in questo caso, va imputato principalmente al calo delle importazioni di materie prime (-32,6%) per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo. Il mese di agosto ha registrato un calo del 42,7% rispetto allo stesso mese del 2019 con significativo peggioramento rispetto a luglio. A trainare questa performance negativa sono sempre le materie prime ceramiche che, nel mese di agosto, hanno visto dimezzare gli sbarchi rispetto allo stesso mese dello scorso anno (- 51,1%):ad incidere principalmente il fermo produzione derivante dalla chiusura estiva delle industrie del distretto ceramico. “Nonostante i numeri negativi di agosto, già a partire dal mese di settembre le prime proiezioni indicano che qualcosa si sta muovendo e le previsioni nel breve periodo (mesi finali del 2020) sono di un possibile ritorno a livelli di movimentazione pre-Covid, pur senza potere recuperare la movimentazione persa durante i mesi di lockdown”, si legge sempre nella nota a corredo dei dati.

Risultano in calo anche i prodotti metallurgici nell’ordine del 25,2% (114.000 tonnellate in meno rispetto ai primi otto mesi del 2019). Dopo un mese di luglio in crescita che aveva alimentato la speranza di un’inversione di tendenza per il porto di Ravenna, agosto è tornato inesorabilmente in calo del 32,1 % (121 mila tonnellate in più rispetto agosto 2019), con le previsioni per il fine anno che non sono certo ottimistiche. Incide il calo dell’import da Paesi extra-Ue del Porto di Ravenna che nei primi otto mesi 2020 è stato pari a 1.932.418 tonnellate, il58,4% del totale e il28,7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. I maggiori cali nelle importazioni extra-Ue sono quelli con Cina, Turchia e India mentre per le importazioni da paesi comunitari le flessioni maggiori si riscontrano con Slovenia e Germania.

In calo negli otto mesi del 2020 anche i prodotti petroliferi (-13,5%), seppure con un mese di agosto che li vede in leggero recupero (+6,6%),e i chimici liquidi (-13,1%). Continua la ripresa degli arrivi di automotive, pari a 457 pezzi, per complessivi 3. 159 pezzi nei primi otto mesi del 2020 (- 59,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente). La diminuzione delle immatricolazioni di auto europee, secondo le statistiche dell’Acea (Associazione europea dei costruttori di automobili), è proseguita anche a luglio e agosto, ma in misura ridotta rispetto ai mesi precedenti (-24,1%a giugno e -56,8% a maggio), mostrando una lenta ripresa nel settore automobilistico europeo che è stato duramente colpito dalla crisi del coronavirus.