Anna Mei

Maestra e campionessa, ciclista e volontaria, recordwoman e fund-raiser. Anna Mei, 53 anni, tra il 9 e il 10 ottobre tenterà di battere sé stessa (suo il precedente indoor) nel record mondiale dei mille chilometri in bici nel velodromo Rino Mercante di Bassano del Grappa. E a muovere le sue gambe, in quelle (presumibilmente) almeno 35 o 40 ore di bicicletta sarà la causa dei cosiddetti “bimbi farfalla”, affetti da “epidermolisi bollosa”, una malattia genetica rara che provoca lacerazioni cutanee che vanno continuamente medicate.

Anna corre per loro, da quasi 10 anni, per raccogliere fondi per l’associazione che in Italia li riunisce, la Debra Italia Onlus: “Io lotto per 40 ore, loro per tutta la vita”, spiega. E correre per loro fa la differenza: “Se riesco, sarò la prima donna al mondo a farlo. È un traguardo difficile: l’altra volta (nel suo precedente record indooor datato 2015, ndr) ho pedalato per 34 ore di seguito – ricorda Anna – dentro un velodromo, ora dovrò farlo all’aperto, con tutte le distrazioni che questo comporta. Serve una separazione fisica e mentale. E avere una motivazione forte, un obiettivo solidale, aiuta molto”.

Anna ha incontrato i ragazzi e soprattutto le mamme della Debra Italia Onlus a Cesenatico nell’ambito di una gara di ciclismo endurance, la disciplina che pratica (ciclismo con lunghi chilometraggi) da una decina d’anni appunto (dopo gli inizi nella ginnastica artistica che poi si è trasformata in una passione per lo spinning, di cui è diventata la prima istruttrice in Italia) e da allora ha fatto sua la loro causa.

“Cosa mi ha colpito? Ho visto come fossero spaventosamente soli – dice – di fronte a un mostro così grande. Mi ha colpito il loro coraggio, delle mamme di questi ragazzi che medicano da sole le loro ferite. Io non sono mamma, ma col tempo alcune di loro sono diventate quasi sorelle”.

Nel precedente record del mondo, ottenuto con mille chilometri percorsi in 34 ore consecutive in bici, Anna è riuscita a raccogliere per loro più di 5mila euro. E anche il prossimo week-end punta a fare altrettanto. Intanto insegna italiano ai bimbi di terza elementare della Ricci di via Cilla e anche a loro, nei prossimo mesi, vorrebbe parlare dei bimbi farfalla.

Ma come si concilia l’insegnamento con uno sport a livello agonistico come il ciclismo endurance? “E’ tutto un incastro – spiega –: e quando preparo un record come quello del 9-10 ottobre prendo permessi non retribuiti, non posso fare altro”.
Ora Anna è pronta per una prova, e sa che anche i suoi alunni tifano per lei.