Il momento della firma del Pontefice sulla sua terza enciclica (Foto Vatican Media)

Ecco la ragione del titolo “Fratelli tutti”, scelto per la sua nuova enciclica da papa Francesco: occorre a tutti un cuore senza confini. Come aveva Francesco di Assisi che fu capace di andare al di là delle distanze dovute all’origine, alla nazionalità, al colore o alla religione. Così giunse in Egitto, in visita al Sultano Malik-al-Kamil.

Nel tempo delle crociate, della guerra e della morte, Francesco scelse altro, scelse l’incontro. Ed ecco perché la firma all’enciclica è stata fatta ad Assisi, accanto alla tomba del poverello. La chiave interpretativa dell’enciclica, sottolinea la sorella carmelitana Cristiana Dobner, è nella comunanza di quel “cuore senza confini” di Francesco, il santo assisiate, e di Francesco, il santo ancora peregrinante nella storia”.

“Non c’è nulla di più attuale della vita e del messaggio di Francesco”, scrive il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei.

Oggi, finite le crociate, l’uomo non ha smesso il vizio delle guerre (esempio nel Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaigian), della violenza e del depredare la natura oltre che i popoli, erigendo muri per contenere le migrazioni da una terra all’altra facendo vincere solo l’egoismo.

“Papa Francesco desidera una Chiesa in uscita, amica dei più poveri, in dialogo con tutti e, alla luce del Vangelo, ricorda a tutti la centralità dell’essere umano e la sua innata dignità – così il card. Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso – È evidente che ben volentieri cerchi ‘alleati ed amici’ soprattutto fra coloro che possono attingere a un ricco patrimonio spirituale e a una millenaria saggezza quali le persone di altre tradizioni religiose. Da soli non ci si salva”.

Sapremo incarnare noi, popolo dei credenti, questa parola Fratellanza, vecchia e nuova, tanto ripetuta in questi giorni?

Giulio Donati, Il Piccolo, Faenza