I pubblici esercizi dopo l’emergenza sanitaria Covid-19: è questo il titolo della rilevazione che Confesercenti provinciale Ravenna ha sviluppato nella settimana 25-31 agosto su un campione di 100 imprese del settore dei pubblici esercizi dei comuni di Ravenna e Cervia associate alla Fiepet. Rilevazione che è stata poi presentata quest’oggi nel corso di una video-conferenza stampa, in cui i vertici dell’associazione di categoria hanno chiesto alle amministrazioni comunali aiuto e sostegni “per evitare che, alla scadenza del Dpcm del 13 novembre, le misure penalizzanti e restrittive nei confronti dei pubblici esercizi, vengano ripetute” e hanno lanciato una serie di proposte per aiutare il settore a non subire ulteriori conseguenze dall’attuale situazione: dalla necessità di avere finanziamenti a fondo perduto, ad una riduzione della tassazione locale, fino alle agevolazioni sul credito e la possibilità di prolungare i termini per usufruire del suolo pubblico.

L’indagine di Confesercenti parte dall’analisi del contesto locale che nel 2020 vede una previsione di calo in Emilia-Romagna del Pil (-7%), dei consumi (-5,2%) e dell’occupazione (-1,4%), dopo i segni + del 2019, e dall’andamento della stagione turistica che nel periodo gennaio-luglio 2020 vede drammatici segni meno in provincia di Ravenna: -48,6% di italiani (1.541.143), -76,9% di stranieri (173.319) e un totale di -54,3%.

Dalle risposte ai questionari somministrati, emerge che nonostante le riaperture a partire da maggio, il bilancio delle imprese dei primi sei mesi è fortemente negativo, in quanto il calo medio dei consumi è quasi di 1900 procapite. Il 44% delle imprese che hanno risposto al sondaggio ha messo in atto nuove strategie durante il lockdown per rimanere in contatto con la propria clientela, dalla consegna a domicilio a una maggiore presenza sui social. La maggiore difficoltà affrontata dai gestori è stata la riduzione di capienza del locale ma anche la formazione del personale; quasi la metà del campione ha dichiarato di avere ridotto il personale anche a causa del fatto che il 69% ha visto diminuire il fatturato; il 45% ritiene ce sia possibile il ritorno del coronavirus e teme le conseguenze del lockdown.

“Lo scenario che si rappresenta è quello di un profondo cambiamento – si legge nel rapporto diffuso oggi da Confesercenti – nel settore dei pubblici esercizi e di una categoria che sta affrontando questi cambiamenti con misure concrete e immediate, quali l’aumento della vendita per asporto, la consegna a domicilio e l’aumento degli orari di apertura. Prevedere le dinamiche nei prossimi mesi è davvero difficile, ma emerge sempre più chiaramente che molte imprese, dopo aver realizzato le azioni che hanno permesso di affronatre l’emergenza, sono alla finestra in attesa degli eventi e molte aziende, quelle finanziariamente più deboli, sono a rischio di chiusura”. Pertanto secondo Confesercenti, “occorre prepararsi a tempi lunghi e incerti per molte imprese del settore e il ritorno alla normalità non sarà veloce e neanche certo“.