Una veduta dall'alto di piazza del Popolo a Ravenna

“Contro qualsiasi forma di favoritismo o sfavoritismo, o di ingiusto accanimento, contro le imprese e i cittadini, che naturalmente devono rispettare le regole, ma devono trovare sempre un’amministrazione disponibile al dialogo, nel rispetto della legalità”. Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale interviene sulle polemiche intorno alla riscossione della tassa di soggiorno da parte della società in house Ravenna Entrate. Dopo che la stessa aveva chiarito che “a breve partiranno i controlli sul 2019” e che “la rettifica o l’annullamento di alcuni” atti notificati è conseguito alla rettifica, da parte di alcuni utenti, delle proprie dichiarazioni, oppure per versamenti effettuati su conti correnti errati”.

La società “non è solita cambiare Iban su cui effettuare i versamenti – aggiunge de Pascale – senza adeguata pubblicizzazione. Nessuno può, con onestà intellettuale, sostenere che questa amministrazione possa aver favorito o sfavorito un singolo contribuente, rispetto ai suoi rapporti con Ravenna Entrate, nè per ragioni politiche, nè per altre ragioni”. Dunque, “se qualcuno sbaglia gli estremi di un pagamento che confluisce in altri conti correnti, occorre che si faccia evidentemente carico di dimostrare l’avvenuto erroneo versamento. Anche nel periodo dell’emergenza Covid i cittadini e le imprese hanno potuto beneficiare di azioni prontamente attuate con il contributo tecnico e amministrativo di Ravenna Entrate in campo tributario non sempre attuate da altri Enti”.

Agenzia Dire