La croce donata da Paolo VI a Ravenna

La città idealmente in udienza dal Papa. Oggi una delegazione cittadina guidata dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni andrà in udienza da Papa Francesco per fare benedire la croce donata alla città nel 1965 da Paolo VI in occasione del 700 anniversario della nascita di Dante. Croce che poi verrà ricollocata nella tomba di Dante il prossimo 17 ottobre.

Un’occasione preziosa, secondo l’arcivescovo Lorenzo che guiderà la delegazione diocesana in udienza, per coinvolgere anche il Santo Padre nelle celebrazioni del Centenario, come lo sono stati i suoi predecessori, anzitutto Paolo VI.

A inquadrare il significato storico del dono di Paolo VI c’è una lettera inviata sempre nel ’65 all’arcivescovo di allora, monsignor Salvatore Baldassarri, che come scrivono Giuseppe Frasso e Michele Faldi nel volume “… non fa scienza, senza lo ritenere, avere inteso” (Edizioni Vita e Pensiero), “sanciva il riconoscimento che il poeta, nonostante certe sue violente polemiche contro la curia romana, del resto non immotivate, era vissuto e morto come un figlio devoto della Chiesa, che ne poneva le sue reliquie sotto il segno fondamentale del mistero cristiano, respingendo implicitamente l’idea di un Dante eretico e ribelle”.

La croce è una croce greca, con quattro ametiste incastonate alle estremità, collocata al di sopra della lastra marmorea di Pietro Lombardo. Fino a prima del recente restauro della Tomba era stata sostituita da una copia.