Pieve di Campiano, uno scatto della Veglia missionaria di sabato sera

“Nei momenti difficili come questo, oltre a reagire, a relazionarci comunque con gli altri, sappiamo affidarci a Dio, nella consapevolezza che Lui c’è, che ci è vicino?”. La domanda dell’Arcivescovo, durante la Veglia missionaria svoltasi sabato 17 ottobre nella Pieve di Campiano e che aveva per titolo “Tessitori di fraternità”, ha tratto origine dal racconto a tappe che è stato narrato nella prima parte della serata: il momento di grande difficoltà che Giona e Paolo vivono, raccontato in due diversi episodi biblici, quando si trovano su una barca che è in preda alla tempesta. Ed è proprio allora che Dio mostra di essere loro vicino, sino a salvarli e a permettere di portare a termine il compito che aveva loro affidato: testimoniarlo nel mondo, a tutti.

Tessitori di fraternità: un filo è stato il segno che è stato dato, sabato sera, a ogni partecipante alla Veglia a Campiano

L’Arcivescovo ha ripreso il tema della tempesta nel suo intervento. “Non dobbiamo spaventarci se ci troviamo in mezzo alle tempeste, cioè alle difficoltà della vita” ha detto monsignor Lorenzo Ghizzoni.  “E’ in quei momenti che dobbiamo ricordarci di tutte le volte che, nella nostra vita, Dio ci è stato accanto  – ha aggiunto -. Lo ha fatto magari attraverso un amico che ci ha aiutato, o un’altra persona che ha risolto i nostri problemi o si è impegnata gratuitamente in nostro favore”. Quello che facciamo poco, come credenti, ha aggiunto l’Arcivescovo, è proprio testimoniare a coloro che incontriamo nella nostra quotidianità questo amore di Dio, questa sua presenza continua che ci ha sempre sostenuto. “Perché è anche attraverso queste testimonianze che si suscitano la fiducia e l’amore in Dio anche negli altri e si crea così nuova fraternità”, ha concluso l’Arcivescovo.

E una testimonianza efficace è giunta attraverso un video che i responsabili del Centro missionario diocesano, promotori della Veglia, hanno proposto a fine serata. Il video descrive la vita delle Piccole Sorelle di Gesù, una comunità di consacrate che condividono la vita e le fatiche degli abitanti del quartiere Ponticelli, uno dei più poveri di Napoli. Un quartiere dove vivono circa 100.000 persone, ma dove mancano quasi tutti i servizi essenziali e, accanto a molta disoccupazione, vi è anche un alto tasso di criminalità. Le religiose cercano di porre rimedio a questa situazione e di dare speranza alle persone (“Sono un punto di riferimento quando pensi di non avere più nessuno”, ha detto una giovane intervistata).

Hanno dato vita, assieme ad altre realtà di volontariato, ad alcuni centri di aggregazione per i giovani, per toglierli dalla strada. Ma soprattutto, impegnandosi nel lavoro (in occupazione semplici, come le pulizie delle case) sono davvero accanto alle persone, creano legami e condividono le loro stesse difficoltà. Come ha affermato, nel video, una di loro, “cerchiamo di incontrare le persone nella semplicità del quotidiano, nella condivisione del lavoro e scopriamo che esse stesse sono,  verso di noi e verso gli altri abitanti del quartiere, tessitrici di fraternità”.