Un momento dell'inaugurazione della mostra

Diventa permanente la mostra del fotoreporter Giampiero Corelli “Data mi fu soave medicina” e si affianca a un’altra di Antonio Raucci, chirurgo dell’ospedale di Ravenna che ha raccontato i mesi di lockdown per immagini “da dentro” l’ospedale.

Entrambe le mostre sono visitabili senza orari nel corridoio che porta al Pronto soccorso del Santa Maria delle Croci, accanto alla radiologia. A inaugurare le mostre, lunedì mattina, è stata la senatrice e sottosegretario del Ministero dell’Istruzione Michela Montevecchi

Oggi riguardando quelle immagini, mi sembrano talmente forti e attuali. La mia scelta è stata quella di fotografare gli operatori sanitari con una candela che illumina il volto in un tempo in cui siam straniti, impauriti persi. Quando venivo in ospedale, invece, tra marzo e aprile trovano sempre una grande serenità”, spiega Corelli. “C’è chi mi dice che sono foto inquietanti – conclude – può darsi, ma d’altra parte è inquietante il tempo che stiamo vivendo. Spero che la mostra possa però essere un contributo per ‘uscire a rivedere le stelle’”.

“Il mio è un progetto fotografico involontario – ha raccontato il dottor Raucci alla presentazione della mostra –: ero in ospedale tutto il giorno ma stava accadendo la storia e qualche scatto, da appassionato di fotografia, dovevo farlo. Ho cercato di rappresentare la solitudine degli ammalati, ma anche quella di noi medici, la paura, anche di non fare bene e la speranza e la stanchezza”.

“Queste iniziative sono un omaggio a tutti coloro che hanno vissuto in prima persona momenti difficili – ha chiosato la senatrice Montevecchi –. È importante trasmettere la memoria di quanto è accaduto e di quanto sta accadendo”