Un momento della Via Crucis a Lourdes
Un momento della Via Crucis a Lourdes

“Un medico che ha partecipato mi scrive: ‘avevo fortemente desiderato fare questa esperienza e vi ringrazio per avermi fatto conoscere tanti preziosi amici attraverso i quali ho riscoperto questo insperato cammino di preghiera”. Basterebbe questa testimonianza, raccontata da Patrizia Amici, presidente dell’Unitalsi ravennate, per raccontare il pellegrinaggio a Lourdes che si è svolto dal 16 al 19 ottobre scorso. Un pellegrinaggio regionale, particolarmente rivolto al personale sanitario dell’Emilia Romagna, per ringraziarlo del suo impegno costante, durante la pandemia ma anche ora, per per salvare altre vite o semplicemente per portare conforto a chi era nella sofferenza fisica e/o morale.

“E’ stato necessario allargare la partecipazione all’Unitalsi del Triveneto – afferma Amici – per raggiungere un numero sufficiente, perché quando nelle ultime settimane i contagi hanno ripreso a salire, molti degli iscritti si sono tirati indietro. Alla fine siamo partiti in 101: sette dalla nostra diocesi che facevano parte dei 62 della regione, i 37 dal Triveneto e due dalle Marche”. Tra loro anche don Ugo Berti, parroco dell’unità pastorale di Portomaggiore che ha festeggiato assieme all’Unitalsi i 25 anni di Messa.

Il necessario rispetto delle norme anti Covid, la paura del contagio, è stato un pellegrinaggio diverso dal solito. “Ma siamo stati bravi – spiega Patrizia -: al ritorno nessuno è risultato positivo. E poi a Lourdes, sembra incredibile, ma non vi sono casi, evidentemente la Madonna protegge tutti i pellegrini. E’ stato un pellegrinaggio faticoso, diverso per noi, abbiamo dovuto lasciare a casa tante persone malate che avrebbero desiderato partecipare, ma è chiaro che la persona già fragile non la si può mettere in condizione di rischio”.

Il momento più emozionante? Ce n’è uno in cui ti rendi conto di quante persone siano presenti con te a Lourdes – racconta la presidente dell’Unitalsi – e di quanto sia diffusa la devozione alla Madonna: è ogni sera, quando si tiene la processione aux flambeaux che parte e ritorna alla Grotta, perché a questo momento partecipano tutti i pellegrini che sono a Lourdes”.

Ora l’Unitalsi continuerà a portare speranza alle persone ammalate in Diocesi con un piccolo segno: “Facciamo recapitare ai malati con cui siamo già in contatto, quelli nelle Rsa, o negli ospedali, dove non possiamo entrare (per le necessarie misure anti Covid), una lettera con un nostro messaggio e un piccolo ricordino da Lourdes.E poi continueremo a far visita ai malati nelle case, questo possiamo ancora farlo, e a organizzare pellegrinaggi. In forma nuova, però: credo sarà necessario ragionare su piccoli gruppi di fedeli e su un minor numero di giorni per ogni esperienza”.
Per info: Unitalsi Ravenna, via don Angelo Lolli 7, tel. 0544 38170.