L'Arcivescovo in un momento della Messa per gli Angeli custodi

Ha voluto ribadire l’importanza per la Chiesa degli angeli fin da subito, monsignor Ghizzoni, nella Messa celebrata oggi pomeriggio, venerdì 2 ottobre, in Cattedrale. “Inizialmente il culto degli Angeli custodi era unito a quello di San Michele Arcangelo – ricorda l’arcivescovo di Ravenna-Cervia all’inizio della Messa – poi è diventata festa a sè e si è cominciato a celebrare l’importanza di queste figure spirituali e a chiedere la loro custodia nei confronti dei bambini, delle singole persone, delle comunità, della Chiesa”.

E nell’omelia, Monsignor Ghizzoni è partito da una frase contenuta nel Vangelo di Matteo, letto durante la Messa – “Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” – per celebrare l’importanza degli Angeli custodi. “Da questa farse è nata lungo i secoli questa particolare attenzione alla protezione degli angeli nei confronti dei piccoli. Ma questo discorso vale anche per tutte le altre categorie di persone che sono piccole nella comunità cristiana. Dio protegge in modo speciale i suoi figli più bisognosi, a cominciare dai bambini, per poi rivolgersi alle altre forme di debolezza, di vulnerabilità, di malattia, di povertà, di handicap, tutto ciò che toglie alla persona la sua capacità di poter essere autonomo, di poter vivere da solo”.

Lo scrive Matteo, lo ricorda l’Arcivescovo: quando i discepoli si avvicinarono a Gesù chiedendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?»., Gesù chiama a sè un bambino e lo pone in mezzo a loro e dice: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. “Dunque, farsi piccoli come i bambini – sottolinea Lorenzo nell’omelia – è un cammino che spetta a noi adulti per essere davanti a Dio pronti a lasciarsi guidare, pronti a compiere la sua volontà, pronti a lasciarsi amare”.

Nel passo di Matteo, Gesù dice ai discepoli che “chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me”. Un passo che offre all’Arcivescovo un ulteriore spunto di riflessione: “Gesù si identifica con i più piccoli e noi possiamo accettare questa tradizione che viene da tanti secoli dove si vede una speciale protezione di Dio nei confronti dei piccoli anche attraverso il dono dell’angelo custode, degli angeli che, come dice la Sacra Scrittura, guidano l’intero popolo d’Israele durante l’esodo, gli angeli che verranno alla fine dei tempi insieme a Gesù nella sua gloria quando ci sarà la fine di tutto, gli angeli che intervengono nella vocazione di Maria quando viene annunciata a lei che diventerà mamma del Salvatore oppure quando in sogno a Giuseppe viene rivelata la maternità miracolosa di Maria. Gli angeli accompagnano la nascita di Gesù, annunciando ai pastori la gioia della nascita di Gesù e ancora gli angeli proteggono Giuseppe e la sacra famiglia dal tentativo di Erode di far loro del male”.
Un ruolo davvero rilevante, dunque, quello degli Angeli custodi nella vita di ognuno. “Angeli che sono i primi ad annunciare alle donne nel Sepolcro che Gesù è risorto. Dunque la Sacra Scrittura ci dice che questi esseri spirituali, invisibili, che sono il segno della custodia di Dio per tutti noi, e che per una scelta, per una grazia particolare del Signore intervengono nella storia e aiutano noi cristiani a fare le scelte giuste, le scelte importanti nella nostra vita, ci aiutano a evitare i pericoli o anche a rispondere alla nostra vocazione”.

In chiusura della sua omelia, guardando alla situazione generale, dove “tanti bambini sono costretti a subire ingiustizie, a vivere nella sofferenza, costretti a cercarsi il cibo, perchè la famiglia non è in grado di proteggerli e sfamarli, tanti bambini nel mondo vivono la povertà, le malattie, le guerre, le migrazioni”, l’Arcivescovo di Ravenna-Cervia ribadisce che ci sono tanti buoni motivi per chiedere al Signore che continui a proteggere questa parte così importante, così debole dell’umanità, che sono i bambini, anche con la presenza degli angeli e possiamo chiedere al Signore che gli angeli aiutino anche gli adulti a svolgere i loro compiti nei confronti dei più piccoli perchè possano crescere secondo i doni che hanno ricevuto e possano essere rispettati nella loro dignità, nella loro integrità, fisica e morale”.