E’ un coro unanime di rabbia e dissenso quello che si leva dalle principali associazioni di categoria all’indomani del nuovo Dpcm del 24 ottobre che introduce ulteriori restrizioni e limitazioni nel settore dei pubblici esercizi e del commercio, obbligando alla chiusura anticipata tutte le attività di ristorazione, di pubblico esercizio e alla chiusura totale le palestre e i centri sportivi. In una nota congiunta Confcommercio e Confesercenti provincia di Ravenna, nelle persone di Mauro Mambelli, presidente Confcommercio provincia di Ravenna e Presidente Ristoratori Fipe Confcommercio e Danilo Marchiani, responsabile provinciale Confesercenti Fiepet.

“Le nostre organizzazioni stanno organizzando manifestazioni in tutta Italia e si sono battute tenacemente affinché il governo non assumesse un provvedimento così assurdo – spiegano i due presidenti nella nota congiunta – che getterà nella disperazione imprenditori di tutti i settori economici. Il Governo, anziché potenziare i trasporti e evitare le occasioni di assembramento che sarebbero state inevitabili con la ripresa delle attività, ha perso tempo a discutere di cose inutili, come i banchi con le rotelle e ha affossato qualsiasi segnale di ripresa che gli imprenditori stavano lentamente costruendo. Ora questi provvedimenti manderanno all’aria interi settori economici e si incuterà nuovamente un clima di terrore, che nuocerà fortemente alla propensione al consumo”.

Per questo motivo e in difesa di tutte le attività economiche associate, dai pubblici esercizi agli alberghi, dalle palestre alle associazioni sportive, ma anche a favore di tutto l’indotto che questo mondo crea al commercio e all’artigianato, i due presidenti rivelano di avere “incontrato i nostri legali per valutare se sia possibile presentare un ricorso al Tar contro il Dpcm”. Già questa mattina sia Confcommercio che Confesercenti hanno portato ai rispettivi tavoli regionali la proposta di fare un ricorso al Tar per contrastare il Dpcm e le norme che penalizzano interi settori economici e costringere il Governo a rivedere le sue scelte.

“Vogliamo infine citare alcuni dati che sono emblematici per far capire come il governo – concludono – stia sbagliando la sua azione. La Siae ha reso noto che nel periodo 15 giugno-10 ottobre su 2.762 spettacoli con 347.262 spettatori si è avuto un solo caso di contagio. Il virologo Giorgio Palù richiama alla ragione l’azione di governo quando cita il dato inconfutabile che il 94% dei contagiati è quasi asintomatico e che occorre smettere con l’isteria che sta caratterizzando tutta il contesto, tornando alla realtà”.

A sua volta la Giunta di Confesercenti Emilia Romagna ha deciso una serie di iniziative che verranno realizzate nei prossimi giorni, compresa “la presentazione alle Istituzioni locali e nazionali delle richieste in favore delle imprese nel corso di incontri già richiesti e programmati con la Regione Emilia-Romagna, le Prefetture e fino al Presidente del Consiglio Conte che ha già annunciato la sua disponibilità per incontrare a breve la Confesercenti”, si legge in una nota diramata dall’associazione.

Infine, la Cna Ravenna fa sapere in una nota di sostenere “le ragioni delle imprese che si sono date appuntamento nelle piazze delle nostre città, ma è pronta a un piano di “misure serie, concrete, tempestive e sostanziose per sostenere le imprese a fronte delle mancate entrate”, come afferma il direttore Massimo Mazzavillani. Le proposte riguradano il “dare ossigeno all’economia reale provata duramente dall’emergenza Covid, attraverso il ristoro a fondo perduto e il rimborso degli affitti“, una misura che “deve rappresentare l’imperativo categorico per questo Governo. Infine occorrerà programmare attentamente gli interventi per il sostegno agli ammortizzatori sociali con pagamenti rapidi e garantire la predisposizione di una serie di provvedimenti fiscali che oltre a bloccare i versamenti più ravvicinati IMU e Tari, nel periodo più lungo, blocchi anche le altre imposte in scadenza”, conclude il direttore nella nota di Cna.