Il momento della firma del Pontefice sulla sua terza enciclica (Foto Vatican Media)

Alle 15.55 il Papa ha firmato, sulla tomba di San Francesco nella basilica inferiore di Assisi, la sua terza enciclica, “Fratelli tutti”, sulla fraternità e l’amicizia sociale, il cui titolo è tratto dalle Ammonizioni di San Francesco d’Assisi. Il riferimento, in particolare, è alla sesta Ammonizione, che recita così: “Guardiamo con attenzione, fratelli tutti, il buon pastore, che per salvare le sue pecore sostenne la passione della croce”.
Prima di apporre la firma sul suo documento magisteriale, il Santo Padre ha detto a braccio: “Adesso firmerò l’enciclica. La porterà sull’altare mons. Paolo Braglia, che è incaricato della traduzione e anche dei discorsi del Papa nella prima sezione (della Segreteria di Stato, ndr). Lui sorveglia tutto, e per questo ho voluto che lui fosse presente e la portasse sull’altare”.
Poi il Papa ha ringraziato anche due altri traduttori di lingua portoghese e di lingua spagnola, Juan Antonio Cruz e Antonio Ferreira, e ha spiegato così il suo gesto: “È un segno di gratitudine a tutta la Prima sezione della Segreteria di Stato, che ha lavorato per questa stesura e traduzione”. “Sono umili, questi traduttori”, ha scherzato infine il Papa chiamando i tre membri della Prima sezione della Segreteria di Stato accanto a sé sull’altare e invitandoli a togliere momentaneamente la loro mascherina per permettere una foto-ricordo.
I frati presenti hanno salutato la firma e questo momento di ringraziamento con un applauso.

Nella sua prima uscita da Roma dopo il lockdown, prima di arrivare alla basilica di San Francesco, per la messa e la firma dell’enciclica “Fratelli tutti”, questo pomeriggio il Papa ha fatto un’altra sosta fuori programma, dopo quella in mattinata al monastero delle Clarisse a Spello, con le quali si è fermato anche a pranzo (nella foto sotto). La macchina con a bordo il Pontefice, in una Assisi bagnata dalla pioggia, dove è stato salutato dal vescovo della città umbra, mons. Domenico Sorrentino, e dal card. Agostino Vallini, legato pontificio per le basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi, si è fermata infatti davanti alla basilica di Santa Chiara.

Durante la messa celebrata in forma privata nella basilica di San Francesco, il Santo Padre non ha tenuto l’omelia, ma si è raccolto qualche minuto in silenzio e in preghiera.

M.N.
Fonte: Sir