Accenni di ripresa, nel mese di settembre, per il porto di Ravenna. Guardando il consueto bilancio mensile dell’andamento dei traffici dello scalo cittadino fornito dall’Autorità Portuale, notiamo che nel periodo che va da gennaio a settembre 2020,la movimentazione di merci nel porto di Ravenna è stata pari a 16.397.403 tonnellate di merce, in calo del 16% (3.115.125 tonnellate in meno) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 13.666.980 (-17,9% contro il -19,8% del bilancio del mese scorso) e a 2.730.423 (-4,5%) tonnellate. Il mese di settembre, in particolare, ha registrato una movimentazione complessiva pari a 1.940.320 tonnellate, inferiore del 3,2% (-63.345 tonnellate in meno) rispetto al mese di settembre 2019, contro il -23,2% di agosto rispetto allo stesso mese del 2019.

Le merci secche, cioè prodotti agricoli e metallurgici, mangimi, argille e altro, sono calate del 17,2% (2.762.000 tonnellate in meno), e, nell’ambito delle stesse, le merci utilizzate in container presentano un calo del 12,4% (1.621.574 tonnellate, con 229 mila tonnellate in meno) mentre le merci su rotabili hano avuto un calo del 10,8 % (1.079.863 tonnellate, 130 mila in meno). I prodotti liquidi  – con una movimentazione pari a 3 .062.749 tonnellate – hanno registrato una diminuzione del 10,3% (circa 353 mila tonnellate in meno): era dell’11% a fine agosto.

Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 3.590.092 tonnellae di merce, ha registrato nel periodo gennaio-settembre 2020 un calo dell’8,4% (328mila tonnellate in meno) rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno. Incide, innanzitutto, la contrazione della movimentazione delle farine di semi e frutti oleosi che, dopo l’ottima performance di luglio, a settembre ha continuato il trend negativo in corso già ad agosto. La movimentazione mensile di tali merci è risultata in calo del 19,8%, pur senza perdere il segno positivo (+ 3,6%) sul progressivo del periodo gennaio-settembre.
Continua la crescita degli sbarchi di semi oleosi, in aumento del 98, 2% a settembre e del 37,4 % nel progressivo dei nove mesi, con 839.727 tonnellate, provenienti in gran parte dal Brasile, per soddisfare gli alti standard di fabbisogno del ciclo industriale di produzione, in aumento nel Porto di Ravenna.

A preoccupare, ancora una volta, è l’ennesima performance negativa dei cereali, categoria merceologica che sta registrando quest’anno il maggior calo nel porto di Ravenna (-62,2% in settembre e -59,2% nei nove mesi) e per la quale si prevede che il trend negativo prosegua almeno fino a fine anno. Le importazioni via nave sono generalmente penalizzate nei mesi estivi quando sono in corso i raccolti sia in Italia che in Europa centrale. L’aumento dei cereali arrivati via treno dall’est Europa è la conferma che gli altri mezzi di trasporto, treno e camion, sono particolarmente competitivi rispetto al via mare a livello di costi.

I materiali da costruzione Con 2.838. 940 tonnellate movimentate, hanno registrato nei primi 9mesi del 2020 un calo del 23,9%, con 890mila tonnellate in meno rispetto alla medesima movimentazione dello scorso anno, da imputarsi principalmente al calo delle importazioni di materie prime (-25,9%) per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo. Il mese di settembre ha registrato finalmente un aumento del 74% rispetto allo stesso mese del 2019 con un significativo miglioramento rispetto ai mesi precedenti del 2020. A trainare questa performance particolarmente positiva sono state le materie prime ceramiche che, nel mese di settembre, hanno visto quasi raddoppiare gli sbarchi rispetto allo stesso mese dello scorso anno (+88,5%). Segnali di ripresa produttiva per il distretto ceramico e per il porto che dovrebbero essere confermate, secondo le prime proiezioni di ottobre, anche nei prossimi mesi.

Risultano in calo anche i prodotti metallurgici nell’ordine del 23,2% (1.132 mila tonnellate in meno rispetto ai primi nove mesi del 2019): era 25,2% la percentuale fino ad agosto. Dopo il dato positivo di luglio viene confermata l’inversione di tendenza negativa, già registrata in agosto con un clima di incertezza che si sta riflettendo sulle consegne del materiale. Settembre è sicuramente meno negativo rispetto ad agosto in quanto il calo è rimasto contenuto fino al 3,9% (18mila tonnellate in meno rispetto al settembre 2019). Le previsioni per fine anno comunque non sono certo ottimistiche e le prime proiezione di ottobre lo confermano. Incide ancora il calo dell’import dai Paesi extra Ue: quelli con Cina, Turchia, India e Indonesia, mentre per le importazioni da paesi comunitari le flessioni maggiori si riscontrano con la Slovenia (-82%; -140 mila tonnellate) e la Germania (-31,3%; -193 mila tonnellate). In totale, l’import di metallurgici da Paesi extra Ue del porto di Ravenna nei primi nove mesi del 2020 è stato pari a 2.018.207 tonnellate, il 58,3%del totale e il 27, 6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

In calo neii nove mesi del 2020 anche i prodotti petroliferi (-13,7%) e i chimici liquidi (-11,3%) e prosegue anche a settembre la ripresa degli arrivi di automotive, pari a 887 pezzi, per complessivi 4.046 pezzi nei primi nove mesi del 2020 (-52,7% sullo stesso periodo dell’anno precedente). Durante i primi nove mesi del 2020, però, la domanda di automobili è diminuita del 28,8%. Da gennaio a settembre ci sono stati milioni di unità immatricolate, quasi 2,9 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.