La Messa all'Opera di Santa Teresa
La Messa all'Opera di Santa Teresa

“Può una religiosa come Santa Teresa di Gesù Bambino, che ha trascorso la sua breve vita in monastero, in preghiera e meditazione della Parola, essere collegata a un’opera di carità come questa, che rappresenta l’apertura al mondo, ai sofferenti?”. Se lo è chiesto monsignor Lorenzo Ghizzoni, all’inizio dell’omelia della Santa Messa nella chiesa dell’Opera di Santa Teresa celebrata giovedì 1 ottobre nella ricorrenza della patrona. Con lui hanno concelebrato don Alberto Graziani e il diacono Luciano di Buò (direttore e vice direttore dell’Opera) e don Franco Musa.

La risposta alla domanda, ha aggiunto l’Arcivescovo, è positiva, perché “la diffusione della carità è autentica solo se parte dalla presenza dell’amore di Dio nei nostri cuori”. Si capisce allora, perché a metà degli anni ’20 del secolo scorso, don Angelo Lolli rimase impressionato nel conoscere la vita e gli scritti della santa (morta nel 1897 a soli 24 anni), al punto di scegliere di intitolare a lei l’Opera. Lei che aveva scelto la “piccola via dell’infanzia spirituale” e che scriveva “nel Cuore della Chiesa, mia Madre, io sarò l’Amore”. Ma questa scelta, così radicale, fu il frutto di un cammino interiore faticoso.

“Perché quello che opera in noi il Signore – ha aggiunto l’Arcivescovo – se lo ascoltiamo, è una lenta e continua ‘trasfusione spirituale’ che trasforma il nostro cuore di pietra in un cuore di carne, capace di amare. Solo così si è poi spinti verso la carità, verso l’amore per il prossimo e in particolare per gli ultimi, i malati, gli emarginati”. E’ quell’amore che all’Opera di Santa Teresa si vive e sperimenta ogni giorno, riflesso nei volti delle religiose, del personale, dei volontari presenti alla celebrazione e degli stessi ospiti che ricevono cure e attenzioni continue.

Ascolto della Parola, partecipazione alla Santa Messa, Eucaristia sono gli strumenti, ha detto l’Arcivescovo, necessari per aprirsi sempre più all’amore di Dio. “Se desideriamo il suo amore – ha aggiunto monsignor Ghizzoni – allora Dio fa grandi cose in noi, non necessariamente grandi opere, ma ci apre alla condivisione delle sofferenze altrui. Santa Teresa questo lo aveva capito e la condivisione della passione di Cristo la spinse ad aprirsi alla missione, a spendersi ogni giorno per ore in preghiera a favore dei missionari di tutto il mondo”. Ecco perché lei, suora di clausura, è stata proclamata patrona della Missione.

“Il suo esempio è validissimo ancora oggi – ha concluso l’Arcivescovo –, in particolare per i nostri giovani che sono in ricerca della loro strada. Chiediamo a Dio di donarci il suo spirito perché continuiamo ad agire nella carità”. Al termine della celebrazione, l’Arcivescovo ha invitato tutti a pregare perché si giunga alla beatificazione del Servo di Dio don Angelo Lolli. Venerdì 2 ottobre alle 9.30, sempre nella chiesa dell’Opera, don Alberto Camprini (assistente spirituale dei centri della cooperativa La Pieve) celebrerà la Santa Messa in occasione della Festa degli Angeli Custodi e dell’onomastico del fondatore don Angelo Lolli. La celebrazione potrà essere seguita dagli ospiti dei centri e dagli operatori in diretta streaming sulla pagina Facebook della cooperativa.