Il Battistero di San Simone e Giuda
Il Battistero di San Simone e Giuda

Una “spirale” che accoglie e avvolge e porta verso l’alto. Esattamente come il Battesimo. È questa, infatti, la forma scelta per il nuovo Battistero della chiesa di San Simone e Giuda che verrà benedetto sabato 24 ottobre alle 20.45 dall’arcivescovo Lorenzo. Con lui tutti i ragazzi che riceveranno la Cresima quest’anno e anche un catecumeno di 20 anni. Una bella novità per la parrocchia di via Antica Milizia fortemente voluta dall’intera comunità.

“Eravamo un po’ stufi di fare i Battesimi nelle ‘pentole’ – scherza don Mino Gritti, responsabile dell’Oratorio di Sansi ,che spiega come è nato il progetto –: sono diversi anni che era nata l’idea nella comunità. Ci siamo confrontati e abbiamo visto che era possibile realizzarlo rispettando i ‘gradi’, un criterio liturgico che vuole che appunto il Battistero sia più distante dal tabernacolo dell’Eucaristia. Quindi abbiamo trovato il luogo, a destra dell’altare, abbiamo contattato Carlotta Berti, l’ingegnere che ha disegnato il progetto e una benefattrice ce l’ha anche donato alla parrocchia in memoria del marito e della figlia morti. Così, eccolo qui”. Il Battistero è in marmo bianco: “Un materiale che richiama altri arredi liturgici della nostra chiesa, oltre alla linea artistica di altare e ambone e crea un richiamo con le parti in legno”, prosegue don Mino.

Ma forse l’aspetto più innovativo e simbolico del nuovo Battistero è che utilizzerà acqua corrente: “L’idea è ricreare l’acqua che sgorga dalla roccia, o meglio dal fiume Giordano dove battezzava San Giovanni Battista. Per questo abbiamo fatto arrivare l’acqua sotto il Battistero con un impianto idraulico che assicurerà anche l’acqua calda”. Un’opera complessa, non tanto dal punto di vista tecnico, spiega l’ingegner Berti, quanto piuttosto nella sua realizzazione: “Il Battistero è un blocco unico di marmo tagliato dall’azienda Ricci Marmi, quindi è stato prima tagliato con il laser poi scavato all’interno e lavorato all’esterno per dargli la forma di spirale”.

Proprio da questa forma è partita la Berti per il progetto: “L’idea era quella di dare un movimento che raccontasse l’accoglienza nella Chiesa e nella comunità di chi chiede il Battesimo – chiarisce don Mino – e un altro movimento verso l’alto: una forma pura, un archetipo in grado di richiamare molti significati. D’altra parte, l’accoglienza è proprio nello spirito della comunità di San Simone che è particolarmente inclusiva”. Una forma che, conclude don Mino, rappresenta esattamente il senso del Battesimo: “un sacramento che accoglie e permette di rinascere dall’alto”.