Stoffe tipiche

“La moda etica in quanto veicolo di salvaguardia dei diritti dei lavoratori e della riduzione dell’impatto ambientale, è da sempre nella nostra mission e nella proposta che facciamo ai nostri clienti”. Inquadra così, Anna Borghesi, responsabile della gestione del negozio Bottega del Mondo di via Corrado Ricci della cooperativa Villaggio Globale, l’iniziativa che si terrà questa sera, sotto i portici adiacenti alla Bottega, a partire dalle 18.30.

Si tratta di piccola mostra dedicata alla moda etica, per avvicinare i consumatori al “vestire del futuro”. “Questo evento si inserisce in una serie di eventi regionali – spiega Anna – previsti dalla legge regionale del 2009 che finanzia il commercio equo e solidale e che stimola le varie organizzazioni e associazioni a proporre eventi e iniziative di industria tessile per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere l’attenzione alla necessità di ridurre l’inquinamento e di accentuare le pratiche di economia circolare, nell’ottica dell’emergenza climatica che stiamo vivendo.

Un tema, questo, di cui si parla da una ventina di anni mentre di moda etica e dell’emergenza che ne può derivare e della necessità di approcciarsi a un abbigliamento meno impattante si è comincia adesso a parlarne, partendo da un evento drammatico: l’esplosione il 24 aprile del 2013 del Rana Plaza in Bangladesh, dove morirono 1120 persone, quasi tutte donne, lavoratrici delle grandi case di moda. Da quel giorno è cambiato tutto: ogni anno, in occasione dell’anniversario, si lanciano iniziative per interrogarsi su chiediti chi fa quei vestiti della cosiddetta fast fashion e il costo etico che comporta”.

Chi percorrerà i portici di via Corrado Ricci e via Gordini questa sera troverà collezioni di abbigliamento e vestiti a basso impatto ambientale e sociale, ma con una certa attenzione allo stile della moda contemporanea.

“Quella di oggi è un’iniziativa anche divulgativa – precisa la responsabile di Bottega del Mondo – perché, oltre all’esposizione degli abiti, ci saranno dei focus sui produttori che realizzano questi abiti: parliamo di indiani, di sudamericani con la loro lana, di organizzazioni di commercio equo e solidale e di alcune nostre realtà italiane come la Quid, una cooperativa sociale che ritira le stoffe in disuso nelle case di moda italiane e realizza capi di abbigliamento impiegando persone in situazione di fragilità e vulnerabilità, e come la Rifò di Prato, vero esempio di economia circolare perché nel solco della tradizione dei cenciaioli, ritira abiti usati che hanno finito il loro ciclo di vita e con processi abbastanza complessi realizza nuovi filati con i quali produce jeans, lana, cotone e cashmere rigenerato”.

All’interno della Bottega funzionerà, dunque, un punto di raccolta di vecchi maglioni 100% lana o cachemire sciupati e non più utilizzabili, per partecipare a un interessante progetto di economia circolare tutto italiano (ogni due maglioni conferiti verrà riconosciuto il 5% di sconto sull’acquisto di capi di abbigliamento o accessori moda).

L’appuntamento odierno è anche una vetrina aperta sul mondo del commercio equo e solidale, di cui Villaggio Globale è uno degli ambasciatori nel nostro territorio sia attraverso la sua attività quotidiana sia attraverso le partnership con l’Ufficio missionario, la Pastorale giovanile e la Caritas diocesana, “alle quali forniamo un servizio di catering o prodotti come caffè e biscotti in occasione di coffe break durante iniziative ed eventi ma anche semplicemente prodotti alimentari per chi ha bisogno”, sia attraverso la vendita di prodotti nei suoi due negozi, quello di via Corrado Ricci, aperto da 6 anni e quello di Russi in corso Farini, inaugurato nel 2019, “dove è nata una bella collaborazione con la cooperativa scout – aggiunge Anna – e mettiamo in vendita accessori legata ai gruppi scout. Le presenze in centro sono legate al fatto che crediamo moltissimo nella valorizzazione del centro storico. E iniziative di questo tipo vanno anche in questa direzione”.