La chiesa di Marina di Ravenna
La chiesa di Marina di Ravenna

Il 25 novembre 1990 Ravenna fu testimone di un evento luttuoso con la caduta di un elicottero nella zona di mare antistante Marina, in cui persero la vita tredici persone tra dipendenti dell’Agip e personale di altre imprese appaltatrici. Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario e per l’occasione, mercoledì 25 novembre alle 11, nella chiesa di Marina di Ravenna sarà celebrata una Santa Messa a ricordo delle vittime e di tutti i caduti sul lavoro. Ancora oggi la memoria delle tredici persone morte ci induce ad un attimo di silenzio dentro ognuno di noi, mentre scorrono i loro nomi: Angelo Aprea, Stanislao Sepe, Nicola Pelusio, Giuseppe Polillo, Simone Ratti, Idilio Nonnato, Giancarlo Baroncelli, Giovanni Melfi, Giancarlo Semenzato, Domenico Montigelli, Alberto Bellinelli, Claudio Beltrami, Antonio Graziani.

Fu un vero stillicidio per i parenti delle vittime: giorni interi trascorsi lungo la battigia di Marina, insieme ad amici, a passeggiare avanti e indietro in attesa di qualche indizio utile sul ritrovamento dei corpi. Dopo le lacrime amarissime dei primi momenti, i loro sguardi si erano incupiti, induriti dal dolore ed era difficile per tutti incrociarli e sostenerli. E gli amici, o coloro che avrebbero voluto portare conforto, si sentirono quasi fuori posto di fronte a quel grande dolore “privato”. Scriveva l’arcivescovo da poco eletto Monsignor Luigi Amaducci su Risveglio Duemila di sabato 1 dicembre 1990, all’Amministratore apostolico monsignor Ersilio Tonini : “Ancora una volta Ravenna ha conosciuto la tragedia. La grave sciagura che ha travolto tredici lavoratori, caduti in mare mentre in elicottero si accingevano a raggiungere il posto di lavoro, mi ha colpito profondamente.

Quanto sono fragili le nostre sicurezze umane, affidate ai ritrovati della tecnica e della scienza. Di fronte a tali avvenimenti si rimane, presi da doloroso stupore, senza parole. Voglia Eccellenza, esprimere ai familiari di questi nostri fratelli caduti sul lavoro le mie più sentite condoglianze e assicurare loro che, con viva partecipazione, affido i loro Cari al Signore, implorando per Essi dalla divina Misericordia la luce e la pace eterna, e per quanti sono stati così duramente colpìti nei loro affetti, la forza e la consolazione dello Spirito”.
Julles Metalli