Oggi è terminato il restauro della facciata della chiesa del Suffragio e il corso Mazzini sembra più luminoso”. L’annuncio arriva direttamente da don Pierre Laurent Cabantous, parroco del Duomo di Cervia, dalla sua pagina Facebook. “Bisognerà avere ancora pazienza (… e sacrifici!) – scrive don Pierre – per la sua riapertura definitiva (ultimazione di lavori interni, burocrazia,… ci si è messo pure il Covid!). Tuttavia, è un piccolo segno di speranza: in tanti, possono, almeno, rivedere il volto della loro “seconda casa” e Cervia ha ricuperato un pezzetto del suo cuore“.

Come noto, la Chiesa del Suffragio, oltre ad essere una delle pù antiche chiese di Cervia, è un gioiello architettonico e storico, che è un vanto per la città di Cervia: al suo interno custodisce un organo Callido del 1788, uno dei pochi ancora funzionanti, e uno splendido crocifisso ligneo della metà del 1300. Anche per queste sue peculiarità il Fai l’ha inserita tra i candidati a “Luogo del cuore Fai 2020”: per alimentarne la candidatura è ancora attiva una raccolta firme con l’obiettivo di raccogliere 2.000 adesioni entro il 15 dicembre, in modo da far salire ulteriormente nella classifica nazionale la Chiesa, che oggi è al 353° posto su oltre 16mila concorrenti con 490 voti.
E’ possibile firmare a sostegno di questa candidatura al CerviaInforma in viale Roma, 33 dal lunedì al venerdì mattina dalle 8.30 alle 13 e al martedì e giovedì anche al pomeriggio dalle 15 alle 17.
Tra coloro che hanno firmato a sostegno della candidatura della Chiesa di Santa Maria del Suffragio c’è anche il sindaco Massimo Medri.

Per condividere con la comunità la gioia per il restauro completato, don Pierre Laurent ha inserito nel suo post anche un passo di “Cori della rocca” di T.S. Eliot, premio Nobel per la letteratura nel 1948, scritto nel 1934 in occasione della costruzione di una nuova chiesa a Londra, che sembra quantomai appropriato per l’occasione:

“… In luoghi abbandonati
Noi costruiremo con mattoni nuovi
Vi sono mani e macchine
E argilla per nuovi mattoni
E calce per nuova calcina.

Dove i mattoni son caduti
Costruiremo con pietra nuova
Dove le travi son marcite
Costruiremo con nuovo legname
Dove parole non son pronunciate
Costruiremo con nuovo linguaggio.

C’è un lavoro comune
Una Chiesa per tutti
E un impiego per ciascuno
Ognuno al suo lavoro. …”