Un momento della prima Messa insieme

“Le persone hanno espresso la loro gioia, si vedeva nelle espressioni di tanti fedeli, alcuni di loro avevano gli occhi lucidi che esprimevano la gioia di poter tornare a celebrare insieme a me la Santa Messa nella propria chiesa”. E’ contento, don Stefano Morini, il nostro sacerdote fidei donum che lunedì 16 novembre è tornato a celebrare l’Eucaristia insieme alla sua comunità parrocchiale di Carabayllo (nella periferia di Lima, la capitale del Perù), dopo circa otto mesi di lockdown.

Fedeli alla prima Messa dopo il lockdown a Carabayllo

“Riprendere a celebrare in chiesa con i fedeli, è stata una grande emozione per tutti – continua don Morini –. E’ stato importante riunirsi e tra l’altro lo abbiamo fatto nel giorno in cui si è insediato il nuovo presidente del Perù, dopo i problemi e le contestazioni che ci sono state nelle ultime settimane, che hanno avuto come triste conseguenza la morte di due giovani nelle manifestazioni. Speriamo che questo insediamento sia un elemento di pace, in questo periodo difficile per il Perù, a causa della pandemia e della crisi economica”.

Tutte i protocolli anti-Covid sono stati rispettati dai fedeli, “anche più di quel che immaginavo”, nelle settimane precedenti erano stati istruiti in diversi modi, anche attraverso i social network e un video esplicativo. E importante, come sottolinea don Morini, è stato il contributo dei volontari, che saranno presenti e impegnati ad ogni celebrazione eucaristica.

“Non abbiamo corso rischi e prima della Messa è stata fatta una accurata pulizia e disinfestazione della chiesa – conclude il sacerdote –. Ed abbiamo espresso a chi arrivava la nostra gioia di rivedersi, con due cartelli all’esterno che riportavano le parole ‘benvenuti’ e ‘ci siete mancati’. “Non c’è una parola in spagnola per dire ‘bentornati’: e allora abbiamo scritto così, benvenuti, ci siete mancati”.