La Messa d'ingresso di don Federico Emaldi a Savio

Quali talenti porta un parroco in una comunità e quali trova?”. Lo ha chiesto l’Arcivescovo Lorenzo durante l’omelia di sabato 14 novembre, a Savio, nella Messa di ingresso del nuovo parroco, don Federico Emaldi, che prende il testimone di don Silvio Ferrante (destinato a Lido Adriano). Una celebrazione cui hanno preso parte molti fedeli, tra i quali anche diversi provenienti da Pinarella e Tagliata, le due comunità sinora rette da don Emaldi. E tra essi anche diversi scout di Cervia, con i quali don Emaldi sta facendo da anni un cammino.

La domanda di monsignor Lorenzo Ghizzoni prendeva spunto dalla parabola dei talenti, letta nel brano evangelico, e ha trovato una prima risposta nelle parole dell’Arcivescovo. “Ci sono i doni umani, e personali di ciascuno, quelli del sacerdote e quelli dei laici – ha detto – che è bene mettere a disposizione di tutti, altrimenti una comunità parrocchiale non si edifica, non cresce ed è come un gregge che rischia di perdere le pecore”.

Poi ci sono, ha aggiunto, altri talenti, ugualmente importanti, che sono frutto della Grazia di Dio e dell’azione dello Spirito Santo. “La generosità, la disponibilità ad impegnarsi, lo spirito di sacrificio sono alcuni di questi – ha aggiunto l’Arcivescovo – e se tutti li mettono a disposizione, rispettando i talenti di ognuno e accettando i difetti che ognuno di noi ha, allora davvero una comunità cresce e sa essere anche missionaria, cioè testimoniare all’esterno la propria fede”.

I riti previsti per l’ingresso del parroco hanno confermato il ruolo e i doni che don Emaldi è chiamato a portare a Savio (e a Lido di Classe e Lido di Savio): l’apertura della parrocchia a tutti, la proclamazione della Parola, la preghiera, l’amministrazione dei Sacramenti (dal Battesimo all’Unzione degli Infermi), l’ascolto dei fedeli, la pratica della carità. Un pastore di anime quindi, che accompagna la vita di ciascun parrocchiano con amore e continua attenzione, da quando nasce a quando fa ritorno al Padre.

E don Emaldi, nei suoi saluti e ringraziamenti finali, ha fatto ben capire di voler essere proprio questo. “Ringrazio don Ferrante per avermi fatto trovare una bella comunità e una canonica in ottime condizioni – ha detto -, ringrazio i parrocchiani di Pinarella e Tagliata per essere qui e tutte le persone che in questi giorni mi hanno dato una mano. Abbiate pazienza con me, impareremo a conoscerci, spero già nei prossimi giorni, con un incontro con i collaboratori e con la ripresa del catechismo. In questi mesi, soprattutto durante il lockdown ho imparato a impegnarmi per le cose importanti, e a tralasciare le altre. Io ce la metterò tutta ed è quello che chiedo anche a voi, poi il risultato non è importante. Quel che conta è che, insieme, mettiamo in pratica i due insegnamenti che abbiamo ricevuto il giorno del nostro Battesimo: amare Dio e amare gli altri“.