violenza su donne

Rete, prevenzione e protezione. Sono queste le parole chiave dell’Emilia-Romagna per la lotta alla violenza sulle donne. In regione sono operativi 21 centri antiviolenza, 41 case rifugio (luoghi di accoglienza temporanea per situazioni molto critiche) e 16 centri per uomini maltrattanti, di cui 7 pubblici e 9 gestiti da onlus e associazioni.
Secondo i dati diffusi dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, presentati oggi dall’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori, insieme con la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nel 2019 le donne che hanno contattato un centro antiviolenza per ricevere attività di sostegno e di consulenza sono state 5.662 (nel 2018 erano state 4.871). I pernottamenti nelle case rifugio sono stati 54.652, contro i 41.903 dell’anno precedente. Infine nel 2019 sono stati 370 gli uomini che hanno intrapreso un percorso di recupero in un centro per uomini maltrattanti.

Ma chi sono gli uomini autori di violenza? Le statistiche confermano che la maggioranza dei casi di abuso e maltrattamento avviene da parte di partner o ex partner: ben il 59%. Degli uomini presi in carico dai centri, più del 35% ha tra i 30 e i 39 anni, il 32% tra i 40 e i 49 anni, mentre sono molti meno i giovani e gli anziani. In molti sono sposati e hanno uno o due figli.
Il documento presentato in Regione analizza anche la prima parte del 2020 e l’impatto della pandemia e delle misure di contenimento del coronavirus sul fenomeno della violenza di genere. Il focus mette in evidenza come, nonostante il numero delle donne prese in carico dai centri antiviolenza nei primi mesi del 2020 sia leggermente minore rispetto a quello dell’anno precedente (2.134 contro le 2.497 del 2019), nel periodo marzo-giugno le chiamate al numero verde 1522 sono più che raddoppiate, passando dai 365 casi agli 804 dello stesso periodo di quest’anno.

Le rilevazioni hanno inoltre riscontrato una concentrazione delle chiamate di notte o mattina presto (+7,4% tra le 21 e le 5 del mattino da marzo a giugno 2020), con una riduzione in concomitanza delle festività (Pasqua, 25 aprile e 1° maggio). “Elementi che dimostrano come la convivenza forzata riduca la possibilità per le vittime di chiedere aiuto”, sottolineano i relatori. “L’emergenza sanitaria e la collegata emergenza sociale ed economica – sottolinea l’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori – hanno acuito fragilità e problemi che ci devono spronare a un ulteriore impegno nel contrasto alla violenza alle donne. A partire dalle azioni che stiamo realizzando per qualificare il lavoro femminile, indispensabile presupposto di autonomia e di emancipazione da condizioni di assoggettamento fisico e psicologico”.

“La violenza è un circolo vizioso che va spezzato – le fa eco la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti -. È importante agire sul fronte della prevenzione e invito le donne a denunciare: non siete sole. Esiste, ed è efficientissima, una rete di assistenza e protezione che può accompagnarvi fuori dal tunnel. Troviamo tutti quel coraggio per dire basta alla violenza”.

Agenzia Dire