Un'eloquente immagine della devastazione causata dalla tempesta Eta

Dopo aver devastato Nicaragua, Honduras e Panama, la tempesta tropicale Eta ha colpito pesantemente anche il Guatemala, dove è sopraggiunto nella tarda serata del 5 novembre, provocando almeno 150 vittime, secondo le prime stime.
Dalla missione salesiana di San Pedro Carchá nel Dipartimento di Alta Verapaz, uno dei più colpiti, il salesiano italiano don Giuseppe Leo ha condiviso un breve video: “Qui in questi giorni la pioggia è stata forte, ha riempito i villaggi, le strade sono chiuse, le case sono inondate, tante persone non si possono muovere… Si può dire che siamo immersi in una laguna”, riferisce l’agenzia dei salesiani Ans: “Ci rivolgiamo a voi perché possiate accompagnarci con la preghiera, perché la gente non si disperi e tutto questo possa passare presto”.
La chiesa di Campur è completamente inondata e i salesiani sono stati costretti a sospendere le uscite nei villaggi perché ci sono alberi sulle strade e frane. Secondo il presidente guatemalteco Alessandro Giammattei, impegnato in questi giorni nella perlustrazione delle aree colpite da Eta, solo nel Dipartimento di Alta Verapaz la devastazione ha costretto ad abbandonare le proprie case circa 200 mila persone, danneggiando una superficie di 7.300 ettari e distruggendo i raccolti, in una delle aree più povere del Centro America.

La Caritas si è immediatamente mobilitata per portare aiuto alle popolazioni, insieme alle diocesi interessate. In un primo bollettino, pervenuto al Sir, Caritas Guatemala stima che siano quasi 13mila le famiglie bisognose di assistenza, mentre al momento le persone ufficialmente evacuate sono 2.277 e quelle accolte in centri di accoglienza 510. Servono con urgenza, sempre secondo la Caritas, coperte, scarpe, vestiti, generi alimentari e medicinali. Il vescovo del vicariato apostolico di Izabal, mons. Domingo Buezo, si è recato in alcune delle zone più colpite, anche se in molte località le strade sono state spazzate via e la viabilità è completamente interrotta. Ci sono chiese completamente allagate, come quella del villaggio di Morales. Il vescovo, in una nota, esprime “vicinanza spirituale” a tutte le persone coinvolte e rivolge un invito: “Questo è il momento in cui la vita cristiana deve esprimersi nella solidarietà”.


Fonte: Sir