Immagine di repertorio
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Domenica 15 novembre, dopo aver avuto informazioni frammentarie attraverso la pagina delle FAQ della Regione Emilia Romagna, ma che di fatto obbligavano alla chiusura ad ogni lezione in presenza, diverse scuole di musica hanno cominciato a fare rete perché ritengono ingiusto la richiesta di chiusura delle proprie sedi in toto, costringendo famiglie, ragazzi, bambini e docenti alla sola possibilità di fare lezioni online. Per questo hanno inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al Sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Davide Baruffi, agli assessori Paola Salomoni (Assessore alla scuola, università, ricerca, agenda digitale), Mauro Felicori (Assessore alla cultura e paesaggio), Elly Schlein (Vicepresidente e Assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica: Patto per il clima, welfare, politiche abitative, politiche giovanili, cooperazione internazionale allo sviluppo, relazioni internazionali, rapporti con l’UE).

Come scrivono nella missiva “La scelta della Regione di richiedere la modalità online per tutte le attività musicale mette in grossissima difficoltà, non considerando minimamente la professionalità e l’impegno alacre con cui hanno lavorato in questi mesi di riapertura per la sicurezza dei dipendenti, collaboratori e allievi. Le scuole di musica riconosciute hanno applicato alla lettera i protocolli Anti Covid investendo risorse economiche importanti per consulenti della sicurezza; elaborazione di DVR e protocolli anti covid esaustivi e sicuri, rendere i locali perfettamente a norma, mantenendo il distanziamento e riducendo i gruppi; acquistare presidi e attivare modalità di erogazione dei servizi alla persona rispondenti a quanto richiesto; ove necessario, fornire le aule di appositi plexiglass trasparenti per dividere con barriera nelle lezioni strumentali il maestro dall’allievo. Ci viene chiesto un ulteriore sacrificio a nostro avviso immotivato e senza evidenti basi oggettive”.

“Chiediamo pertanto – proseguono i firmatari – l’immediata riapertura delle nostre scuole per i corsi che non possono essere erogati online poiché verrebbero snaturati, ovvero quelli di pratica strumentale, di musicoterapia, di quelli destinati ai ragazzi e ai bambini, per i quali il DPCM recita ‘è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida…’, e di quelli per piccoli gruppi in ampi spazi che garantiscano abbondantemente il distanziamento previsto e con tutti i protocolli di sicurezza”.

Il numero delle scuole aderenti alla richiesta di riapertura è di 65 strutture ma sta aumentando di ora in ora, e la lettera è diventata anche una petizione a cui tutti possono aderire. (http://chng.it/kBzN4QCm67).